Il Giorno della Memoria e i triangoli rosa

In troppi sapevano e non hanno parlato. Oggi in troppi invitano – direttamente o indirettamente – all’omofobia: si vogliono forse nuovi campi di concentramento?

Oggi, 27 gennaio – data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, esattamente settanta anni fa – , si celebra la Giorno della Memoria

al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Così recita l’articolo 1 della legge italiana che istituisce tale Giornata.

Non possiamo dimenticare, in tale Giornata, che nei campi di concentramento erano rinchiusi anche rom, testimoni di Geova, disabili fisici e mentali, e persone omosessuali. Gli omosessuali erano mandati nei campi di concentramento in base al paragrafo 175:

Affettuosità tra uomini. I. Un uomo che ricopre un ruolo attivo o passivo in affettuosità con altri uomini è punito con la reclusione.

Gli omosessuali avevano come segno distintivo sulla divisa un triangolo rosa; le lesbiche uno nero che le classificava come “asociali”. Quando il 27 gennaio 1945 i cancelli di Auschwitz vennero aperti e per i deportati si spalancarono le porte della libertà, queste rimasero ben chiuse per i gay, dal momento che il paragrafo 175 rimase in vigore e venne abrogato solo nel 1994.

Giornata della Memoria: i triangoli rosa

È nostro dovere tenere viva la memoria e non abbassare mai la guardia.

Oggi, Giornata della Memoria, sia una vera memoria nel senso più profondo del termine. Perché le atrocità commesse nei campi di concentramento contro gli ebrei ma anche contro i rom, i testimoni di Geova, i disabili fisici e mentali e noi omosessuali non siano più commesse e la persona umana venga rispetta completamente da tutti in tutto il mondo.

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