Maxi risarcimento per chi è vittima di omofobia, dice la Corte di Cassazione

Giunge finalmente al termine la vicenda del ragazzo siciliano che nel 2001 si vide ritirare la patente perché gay? Sul caso si è espressa la Corte di Cassazione

Guidare la macchina

La Corte di Cassazione ha stabilito che chi è vittima di omofobia in Italia ha diritto a un maxi risarcimento. La sentenza arriva alla fine (forse) di una storia di discriminazione che risale al 2001 quando un ragazzo siciliano dichiarato di essere gay durante la visita per il servizio di leva e che, qualche mese dopo, aveva ricevuto dalla motorizzazione civile di Catania la notifica di un provvedimento di revisione della patente di guida, con cui si chiedeva di sottoporsi a un nuovo esame di idoneità psico-fisica.

Il giovane aveva denunciato i ministeri delle Infrastrutture e trasporti e della Difesa, chiedendo un risarcimento danni pari a 500 mila euro. In primo grado, il giudice aveva accolto la domanda, condannando i ministeri a versare al ragazzo un risarcimento di centomila euro, ma la somma era stata notevolmente ridotta e fissata in ventimila euro in appello: secondo i giudici di secondo grado, infatti, la somma riconosciuta dal tribunale era “esorbitante” anche in considerazione del fatto che “l'illegittima diffusione dei dati afferenti all'identità sessuale” era rimasta "circoscritta ad ambito assai ristretto".

Ora la terza sezione civile della Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza d'appello, ritenendo fondato il ricorso presentato dal giovane:

non pare revocabile in dubbio che la parte lesa sia stata vittima di un vero e proprio (oltre che intollerabilmente reiterato) comportamento di omofobia.

A questo punto la palla passa alla Corte d'appello di Palermo che dovrà pronunciarsi fissare a favore del ragazzo un congruo risarcimento. Giustizia è fatta? Bisogna ancora attendere...

Via | Ansa

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail