A West Hollywood bagni unisex in tutti i locali pubblici

La città di West Hollywod stabilisce che tutti i bagni a uso pubblico debbano essere unisex

Bagni pubblici

La parità e l’uguaglianza passano anche per le toilette. Non è una battuta, ma una constatazione: tante volte la cronaca ha riportato di vere e proprie liti avvenute nei bagni di locali pubblici perché una persona transessuale utilizzava il bagno “sbagliato” secondo i benpensanti. Una polemica forte, che in Italia si acuì quando nel 2006 quando la deputata Elisabetta Gardini, che era anche portavoce di Forza Italia, impedì a Vladimir Luxuria l’uso del bagno delle donne, facendo una scenata davanti alle signore delle pulizie: “Lei non può usare il bagno delle donne. Ora vado dai questori”. Proprio nelle sedi dove si discutono le leggi, alcuni bisogni prioritari, il rispetto in primis, venivano messi in forse.

Da West Hollywood, in California, giunge la notizia che i locali aperti al pubblico avranno sessanta giorni di tempo per adattare le loro toilette e renderle neutre: niente più bagni per maschietti e femminucce, ma bagni aperti a tutti. L’idea si base è quella di voler essere più accoglienti con le persone che hanno una identità di genere non tradizionale; ma ci sono anche altri aspetti che hanno spinto la città ad adottare questa misura, come, per esempio, i genitori che accompagnano i propri figli in bagno, oppure gli accompagnatori che potrebbero avere un sesso diverso dalle persone disabili che accompagnano. Una misura di buon senso, come notano dalla municipalità, anche perché spesso capita che si formi una lunga fila per un bagno, mentre quello accanto è libero.

West Hollywood è particolarmente LGBT-friendly ed è nota per la presenza di molte persone gay nella popolazione. Anche altre città degli USA – come Washington DC e Philadelphia – hanno adottato misure simile per quel che riguarda i bagni pubblici.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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