Politico del Kirghizistan chiede che i gay vengano messi a morte pubblicamente

A sentire alcune dichiarazioni ci si chiede fino a che punto può giungere l'intolleranza delle persone

Narynbek A. Alymkulov, politico del Kirghizistan

Il Kirghizistan, piccolo stato (poco più di cinque milioni e mezzo di abitanti nel 2010) indipendente dell’Asia centrale che confina con Cina,Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan ed indipendente dall’URSS dal 1991 e dal 1992 è membro dell’ONU, ha diverse sfumature omofobe tra i suoi abitanti. Tra costoro in questi giorni sta facendo parlare di sé Narynbek A. Alymkulov, un deputato che ha chiesto di “mettere a morte pubblicamente tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali del paese”.

Le sue affermazioni mostrano chiaramente a quale grado di intolleranza può giungere una persona:

Se dipendesse da me, li ucciderei tutti per pulire la società: le persone LGBT sono come criminali. I nostri cittadini non vogliono nemmeno sentire parlare delle leggi occidentali che hanno a che fare con gli omosessuali.

Le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso sono legali in Kirghizistan, sebbene lo scorso mese di ottobre i politici del paese abbiano votato a maggioranza assoluta per l’approvazione di una norma come la tristemente celebre legge contro propaganda gay della Russia. Forse le lesbiche, gay, bisessuali e transessuali del Kirghizistan non saranno messe a morte come vuole questo politico, ma è fuor di dubbio che tutto quello che riguarda il mondo LGBT sarà perseguitato, in una forma più o meno chiara, e quanti violeranno la legge potrebbero essere messe in carcere, con pene fino a un anno di reclusione.

Dove si trova il Kirghizistan

Via | Ragap
Foto | Tynchtyk Chorotegin (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

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