Oltre 600 detenuti in India con l'accusa di omosessualità

Da quando è stato reintrodotto il reato di omosessualità in India, sono aumentate le aggressioni a persone LGBT

Oltre 600 detenuti in India accusati di omosessualità

Il Ministero degli Interni dell’India ha pubblicato una relazione in cui si illustrano le detenzioni che si sono avute fino al mese di ottobre 2014 nel Paese per violazione della sezione 377 del Codice Penale Indiano che dichiara illegale qualunque atto considerato “contro natura”. Secondo la relazione, si sono avuti 778 casi che avevano a che fare con la pratica dell’omosessualità e 587 detenzioni. Stando alla stampa, però, le cifre reali sarebbero superiori, perché alcuni stati non hanno comunicato i dati (come il Bengala Occidentale e Karnataka) e altri ancora lo hanno fatto parzialmente (Dehli – che ha il più alto numero di detenzioni in merito – ha fornito i dati fino a settembre, e Uttar Pradeh fino a giugno). Si stima che le detenzioni per omosessualità siano oltre seicento.

Come ricorderete, alla fine del 2013 la Corte Suprema dell’India ha reintrodotto la sezione 377 del Codice Penale, sezione che punisce le relazioni sessuali “contro natura”. Nel 2009 l’Alto Tribunale di Delhi aveva abrogato tale sezione, perché punire atti sessuali consenzienti tra adulti viola i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Ma nel dicembre 2013 la Corte Suprema rimise in vigore la norma, perché di competenza del potere legislativo e non di quello giudiziario. Da allora, le relazioni omosessuali sono punite in India con la detenzione fino a dieci anni.

Le associazioni per la difesa dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali hanno denunciato che, da quando è stata reintrodotta la sezione 377 del Codice Penale, sono aumentate moltissimo le aggressioni omofobiche nel paese.

Via | Dos Manzanas

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