Arcigay attacca Maroni dopo la vicenda Expo: "Governatore inadeguato, gay e lesbiche popolano la sua regione"

Parole di fuoco, quelle di Flavio Romani, presidente Arcigay, contro Maroni e l'organizzazione del convegno omofobo con il logo dell'Expo

roberto maroni

Non sappiamo come andrà a finire la vicenda Expo, ma è certo che questa storia tutta leghista ha fatto indignare mezzo Web e mezza Italia, a tal punto che la prossima settimana sono previste diverse interrogazioni parlamentari sull'accaduto. A prendere la parola in un tale stato di cose è stato Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, che ha rilasciato dichiarazioni dure e che ci sentiamo di condividere:

Maroni continua a mostrarsi un governatore inadeguato, degno frutto di quel partito che proprio in Lombardia, negli anni recenti, ci ha mostrato esempi sconcertanti di uso privatistico delle istituzioni. Dopo le circolari irricevibili del ministro Alfano ecco con Maroni un altro esempio di totale inadeguatezza al ruolo: il presidente confonde evidentemente una parata in camicia verde a Pontida con il governo di una Regione come la Lombardia. E nel farlo dimentica che gay e lesbiche, quelli che gli organizzatori del convegno che ha promosso vorrebbero "curare", popolano abbondantemente la sua regione. Ad aggravare l'insulto c'è poi l'uso sconsiderato del logo dell'Expo, quasi che l'omofobia e l'ignoranza ottusa del governatore fossero gioielli da mostrare in vetrina, da far conoscere al mondo. Attendiamo a questo punto l'intervento del Governo, correttamente sollecitato da alcuni parlamentari, perché è al Governo che fanno capo le deleghe di chi presiede all'organizzazione del grande evento. È necessario capire se all'apposizione forzata di quel logo corrisponde una volontà politica o quantomeno un assenso. Se così non fosse, sarebbe doveroso un intervento fermo e tempestivo del Governo. In caso contrario, sarà ferma e ostinata la nostra mobilitazione.

Se il fatto dovesse essere confermato come colposo, e cioè se tutti i responsabili sapevano dell'esposizione del logo, non c'è ombra di dubbio alcuna: chi ha sbagliato deve pagare, poiché l'Expo ci mette dinanzi agli occhi del mondo intero, e non è concepibile che questo mondo, di qualunque nazionalità i partecipanti siano, debba ricordarci come il Paese dei convegni omofobi. Non abbiamo più parole per commentare la Lega, visto che Maroni non è certo l'unico ad averne macchiato la reputazione - se di reputazione si può parlare -: pensate soltanto alle parole di Salvini e, soprattutto, di Buonanno.

Intanto, il Ministro delegato all'Expo, Maurizio Martina, ha commentato negativamente quanto successo:

Expo 2015 va tutelato da polemiche e strumentalizzazioni che esulano dai suoi contenuti. Per questo credo che il logo dell'Esposizione Universale vada utilizzato, in ogni caso e da ogni socio, solo per iniziative e attività coerenti con la promozione e l'approfondimento del tema espositivo "Nutrire il pianeta, energie per la vita"

Vi terremo aggiornati sull'evolversi della vicenda.

Via | Gayburg

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