Russia, faceva arrestare professori gay: adesso rischia l'arresto

Un omofobo russo segnalava gli insegnanti gay alle scuole per farli licenziare: ora rischia l'arresto per un motivo completamente diverso

omofobia russia

Oggi vi parliamo di un attivista anti-gay, oltre che squallido nei suoi comportamenti, anche poco furbo: il suo nome - come riporta la stampa internazionale - è Timur Isayev, e si vanta di aver fatto licenziare ben ventinove insegnanti grazie all'applicazione della legge sulla propaganda anti-gay in Russia, che - come ben sapete - ha portato alla recente uccisione di un povero diciassettenne ad opera dei suoi compagni di classe (e tutto questo dinanzi agli occhi impassibili dell'insegnante).

Timur Isayev era solito cercare i dati degli insegnanti sul Web e verificare se avessero dei comportamenti che, in qualche modo, potessero permettergli di accusarli di omosessualità e propaganda gay: pensate che la sua ultima vittima è stata un'insegnante che lavorava con i bambini autistici e che lui, per via di un abbigliamento troppo mascolino e un taglio di capelli troppo corto, ha giudicato un "cattivo esempio per il comportamento dei bambini", proponendone il licenziamento al direttore della scuola presso cui la donna lavorava. Il risultato? Proprio quello che immaginate (ormai conosciamo tutti la Russia): l'insegnante è stata cacciata.

La cosa più ridicola di tutto questo sistema assurdo è che la scuola ha asserito di aver ricevuto ordine dal comune, mentre i funzionari del comune stesso hanno negato qualsiasi intervento: una donna ha perso il posto di lavoro, con Putin che ingrassa in un Paese allo sfacelo, e qui nessuno sa come questa donna sia stata licenziata. Abbiamo pure politici italiani che stimano l'alto profilo di Putin, e tra questi c'è anche qualcuno di spicco, quindi immaginate soltanto in che mani siamo.

Tornando a Isayev, c'è una bella notizia per tutti noi: avendo inviato diverse lettere alle scuole, Isayev si è firmato con il suo vero cognome, vale a dire "Bulatov"; ciò ha permesso alle autorità di indagare e di scoprire che lui stesso, in passato, era stato multato con 100mila rubli e condannato a due anni di carcere per essersi impossessato di alcuni fondi dell'azienda presso la quale lavorava: era scappato e quindi non ha scontato la pena. Oggi è stato rintracciato e quindi dovrà rispondere della fuga, con il rischio di essere arrestato davvero: chi è causa del suo mal - si dice - pianga sé stesso.

Via | Gayburg

  • shares
  • Mail