Russia, Sergei Casper amava l'arte: ucciso a scuola per omofobia davanti al prof. impassibile

In Russia ennesimo caso di omofobia: a morire, questa volta, il povero 17enne Sergei Casper

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In Russia ennesimo caso di omofobia, anche se la vicenda deve essere ancora chiarita. Al momento sappiamo soltanto che questo povero diciassettenne, l'adolescente Sergei Casper, è stato picchiato selvaggiamente dai "compagni" di classe per via della sua passione per l'arte: è stata tale passione, infatti, a far credere a tutti che fosse omosessuale.

A niente è servito che l'aggressione sia avvenuta all'interno di una scuola, visto che il professore non ha fatto assolutamente nulla per fermare il branco, tant'è che Sergei è morto. Morto, tradito non solo da una classe, che era la sua piccola comunità, ma anche da una figura di riferimento, una delle più importanti per la vita di un ragazzo, e che avrebbe potuto salvarlo: non ci sono parole per descrivere tutto, e vorremmo che fosse una bufala per cui poterci scusare fra qualche giorno. Il punto è che i fatti non stanno per niente così: in rete sta circolando proprio il video dell'aggressione e della morte del ragazzo.

Questo è quanto accade nella "cara" Russia, su cui si è recentemente espresso Putin, sottolineando che non c'è omofobia e che l'unico obiettivo delle leggi contro la propaganda omosessuale sia quello di tutelare i bambini: Sergei Casper aveva solo diciassette anni e amava l'arte; ci può spiegare, ora, il caro Putin in che modo è riuscito a tutelare questo ragazzino? E non ci venga a dire che l'omosessualità non c'entra niente, perché il ragazzo è stato aggredito in quanto omosessuale.

A parlare, un suo compagno:

"I bulli credevano che fosse divertente e infatti hanno deciso di picchiarlo anche in classe [in precedenza gli avevano legato braccia e gambe, per poi spingerlo in un water, ndre]. Nonostante l'insegnante fosse seduto in classe, non ha fatto nulla per impedire che tutto questo accadesse".

Le telecamere hanno filmato tutto e la scuola ha semplicemente sospeso tutti gli aggressori; non sappiamo cosa sia successo all'insegnante, ma - permettetecelo - un licenziamento coatto sarebbe d'obbligo: un giovane è morto nell'indifferenza, in una Russia che anche alcuni nostri politici guardano con stima. #Vergogna.

Via | Il Messaggero

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