Siegfried Sassoon, un poeta tra le trincee

Siegfried Sassoon

Siegfried Sassoon fu uno dei grandi poeti della Grande Guerra. Un eroe che, nonostante portasse sul petto la Croce di guerra, seppe levare forte e chiara la sua voce contro gli orrori della guerra. Un gesto eclatante che arrivò fin nel parlamento inglese e per cui nel 1917 rischiò la corte marziale. Ricoverato proprio per questa sua durissima presa di posizione presso l’ ospedale militare di Edimburgo, Sassoon si imbatté in un altro giovane poeta, convalescente in quei giorni in Scozia: Wilfred Owen. Nacque tra i due un’amicizia profonda, commovente che per Owen, destinato a morire di lì a poco sui campi di battaglia, si trasformò in un grande, travolgente amore. Un sentimento non contraccambiato da Sassoon che tuttavia fece di tutto per promuovere l’opera dell’amico scomparso in cui credeva fermamente.

Finito il conflitto, Siegfried Sassoon iniziò a lavorare come giornalista per il Daily Herlad, entrando così in contatto con poeti e scrittori di fermo talento come E. M. Forster, Charlotte Mew e Osbert Sitwell. Anni per certi versi frenetici in cui il giovane poeta si dedicò non solo alla carriera letteraria, ma anche alle urgenze irrefrenabili del cuore, legandosi per un giorno od un’intera stagione, a seconda dei casi, a seconda degli umori, a diversi uomini del bel mondo, tra i quali l’altero principe Philipp of Hesse. Il suo matrimonio più o meno improvviso con Hester Gatty nel 1933 sorprese inevitabilmente più di una persona, ma l’unione, nonostante la nascita di un figlio (l’adorato George) non si rivelò affatto felice, naufragando definitivamente, malinconicamente nel 1945. Alla separazione seguirono poi anni di moderata solitudine durante i quali Siegfried Sassoon, pur continuando le sue molteplici attività letterarie, si avvicinò progressivamente allo spiritismo. Morì nel 1967, dopo essersi convertito al cattolicesimo.

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