Felice 2015 da Queerblog

Felice anno nuovo alle amiche e agli amici di Blogo, nella speranza che il 2015 ci porti qualche diritto in più.

Felice anno nuovo a tutte le amiche e a tutti gli amici di Blogo! L’anno che si è appena concluso ha visto diversi passi in avanti per i diritti umani in tanti paesi del mondo. Purtroppo qui in Italia siamo ancora indietro sotto molti punti di vista. Ma confidiamo che con il tempo le cose possano cambiare. Rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro perché l’uguaglianza dei diritti sia piena per tutti i cittadini e le cittadine dello Stivale, perché, come diceva, Gianni Rodari “anche quest’anno / sarà come gli uomini lo faranno”.

Ci auguriamo che in questo 2015 non si debbano più sentire insulti nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e, soprattutto, che non si consideri l'insulto come libertà di espressione. Non c’è libertà di offendere le persone, ma solo libertà di rispettare.

Buon anno nuovo

Riportiamo, in proposito, un passaggio del celebre libretto Omosessualità di Gabriella Lettini, pastora valdese:

“A me non piacciono i gay”. Cosa si nasconde tra le righe di quest’affermazione? Che chi “non ci piace” è meno umano di noi? Che in fondo si merita gli insulti, le discriminazioni, le violenze in casa e per la strada, certo senza arrivare all’omicidio? Ma qual è la linea che separa questi tipi di violenza? È poi così difficile oltrepassarla?

Continua quindi l’autrice:

Penso che si debba smettere di trattare questo problema come un problema di libertà di opinione: per me è un problema di diritti umani e di rispetto della creazione di Dio. A me non piacciono le bietole: posso fare quest’affermazione senza preoccuparmi, non mi risulta che ci sia una tradizione di violenza e discriminazione nei confronti di chi le mangia. Ma dobbiamo renderci conto che invece dire “non mi piacciono i gay e le lesbiche” non è un’affermazione innocente: è collegata a una tradizione di odio, violenza intolleranza. Per me, chi proclama che uomini e donne omosessuali sono malati o peccatori ha il diritto di esprimere la propria opinione con lo stesso “diritto” dei razzisti di disprezzare le persone che non appartengono alla razza bianca, o dei naziskin di insultare gli ebrei, e i “machi” di quartiere o di palazzo di abusare delle donne per la strada e nelle istituzioni. La nostra storia ci ha già ampiamente dimostrato dove questo “diritto” ci può portare.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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