Roma: i gay non possono donare il sangue, la reazione di Paola Concia

donazione sangue vietato ai gay a roma

Non solo il caso di Milano ma anche Roma offre il cattivo esempio per quanto riguarda la donazione del sangue per i gay. Il quarantenne Luca A. si è sentito dire "No" dopo la sua offerta al Policlinico Umberto I:

"Volevo donare il sangue, ma non ho potuto farlo perché il mio rapporto è stato considerato a rischio. Eppure, ho una relazione stabile con il mio compagno. Mi son sentito discriminato per il mio essere gay. Al momento di sostenere il colloquio preliminare per la donazione ho fatto presente la mia situazione di omosessualità e l'addetto sanitario, di certo in maniera gentile, mi ha detto che non potevo donare in quanto il mio rapporto era considerato a rischio. Mi ha informato che i protocolli vietano le donazioni per chi abbia relazioni affettive stabili da meno di 4 mesi o per chi abbia avuto rapporti a rischio. Eppure avevo già spiegato di convivere da circa 5 mesi con il mio compagno. Non ho mai avuto rapporti a rischio, sono fedele al mio compagno con il quale convivo da più di 4mesi e l'ultima relazione prima di quella attuale l'ho avuto due anni fa. Dunque, è ampiamente superato il range di 6 mesi per il pericolo di incubazione di malattie trasmissibili sessualmente. Senza dimenticare che ci sono insospettabili mariti e mogli, dunque eterosessuali, che tradiscono e possono avere comportamenti sessuali a rischio"

Dall'ospedale rifiutano l'accusa:

"Ci sono persone omosessuali che donano tranquillamente il sangue da anni al nostro centro"

Ed ecco l'intervento di Paola Concia sul caso sollevato nella Capitale:

"Vietare ad un cittadino la possibilità di donare il sangue perché omosessuale, è un atto di una violenza inaudita e di estrema ignoranza, che si pone fuori dal nostro ordinamento giuridico e non può avere alcuna cittadinanza in un paese civile ed europeo come l’Italia. Rimango basita quando un’istituzione pubblica così importante come il Policlinico Umberto I fa influenzare le proprie scelte da pregiudizi offensivi, irrispettosi e fortemente discriminatori. Dato che in Italia non esistono leggi discriminatorie che vietano alle persone gay, lesbiche e trans di donare il sangue, ma vi è invece un protocollo, valido per tutti i cittadini, che richiede come requisito che il donatore viva 'una relazione stabile da almeno quattro mesi', vorrei sapere come mai è stato impedito ad un cittadino omosessuale di donare il proprio sangue, nonostante questo avesse affermato di vivere da cinque mesi una relazione affettiva stabile con il proprio partner. Questo purtroppo non è il primo caso di questo genere che si verifica nel nostro paese. Per questo motivo aspettiamo con ansia le nuove direttive europee in materia, nelle quali deve essere rimossa definitivamente e in maniera chiara qualsiasi forma di discriminazione tra cittadini etero ed omosessuali, in particolare quando si parla di “relazione stabile” come requisito di idoneità per diventare donatori"

Via | Il Tempo

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: