Coraggio laico in piazza: più diritti e più libertà

Un Alessandro Cecchi Paone molto agguerrito (nonostante il suo passato ci faccia dubitare, oggi i suoi toni sono convincenti) e una carrellata di personaggi politici che prendono la parola e si beccano anche i fischi per conto di tutti quelli che non hanno preso, pilatescamente, posizione. Piazza Navona è piena e lo sarà fino a notte e c'è persino qualche vecchietto con i palloncini del Family Day e le riviste cattoliche sotto il braccio, forse venuto a controllare.

E' una manifestazione che assomiglia poco a un Gay Pride e ha i crismi invece del classico presidio politico. La maggior parte delle bandiere che sventolano sono infatti quelle dei partiti, ma si notano anche quelle del Mario Mieli e di ArciLesbica. E non mancano i pungenti cartelli dell'Unione Atei Agnostici Razionalisti. C'è chi firma per il registro delle unioni civili, chi compra una maglietta e chi balla alla musica dei cantanti che si esibiscono sul palco.

Intensità, orgoglio ferito, voglia di diritti, voglia di far sentire la propria voce. E poi una stratificazione di significati e di ricorrenze, come il referendum per l'aborto e l'uccisione di Giorgiana Masi, nel '77, a opera della polizia. C'è tutto questo a piazza Navona. Ma la cosa importante è però quello che manca. E noi lo sottolineamo. Manca l'ipocrisia di un redivivo spirito democristiano, che si mostra invece, tronfio, al Family Day di piazza San Giovanni.



A piazza Navona, a Roma, si ritrovano partiti politici e associazioni, per rispondere al Family Day








Altre foto della manifestazione


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