William Miller, New York e la cultura gay

Christian William Miller

Nonostante il nome di William Miller sia forse sconosciuto ai più, la sua esistenza fu tutt’altro che oscura. Figura tra le più brillanti delle cultura newyorkese, Miller non fu solo un modello o un fotografo/disegnatore di riguardo, ma fu costantemente, instancabilmente in stretto contatto con l’intellighenzia dell’epoca, quando la Grande Mela, impossibile dimenticarlo, era un’ enorme fucina di talenti; talenti che si apprestavano a cambiare, almeno in parte, almeno per un ora od un giorno, il mondo.

I suoi tanti diari, i suoi foltissimi epistolari con i grandi del novecento, vengono oggi studiati con attenzione da critici e storici. La sua amicizia con Alfred C. Kinsey ed il suo celebre Institute for Sex Research con cui collaborò attivamente per anni e le sue amicizie con i più importanti artisti gay degli anni ’40, ’50 e ’60, da Noel Coward e Cecil Beaton a Gore Vidal e Paul Cadmus (ma possiamo citare anche altri artisti come il regista italiano Antonioni) ne fanno un tassello insostituibile, in grado di rivelare nuovi dettagli di quella epoca, per certi versi dorata, quando la cultura gay, per la prima volta nella sua storia, alzava fieramente, caparbiamente il capo.

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