La cultura dell'omofobia. Un video

Mario Vargas Llosa lo ha scritto a chiare lettere nel suo articolo su El Paìs:

Siamo stati educati da tempi immemorabili nella peregrina idea che c’è un’ortodossia sessuale dalla quale si distaccano i pervertiti, i pazzi e i malati, e abbiamo trasmesso queste aberranti sciocchezza ai nostri figli, nipoti e pronipoti, sostenuti dai dogmi della religioni, dai codici morali e dai costumi tradizionali. Abbiamo paura del sesso e ci è difficile accettare che in questo terreno incerto ci sono orientamenti diversi e varianti che devono essere accettati come manifestazioni della ricca diversità umana. E in quest’aspetto della condizione di uomini e donne anche la libertà deve regnare, permettendo che, nella vita sessuale, ognuno scelga il proprio comportamento e la propria vocazione senz’altra limitazione che il rispetto e il benessere del prossimo.

L'omofobia non è solo un problema politico, ma, prima di tutto, è un problema culturale e religioso. Lo spiegava nel 1993 Joe Miller (Denzel Washington) ad Andrew Beckett (Tom Hanks) nel film Philadelphia:

Voglio dirti una cosa, Andrew. Quando ti educano come hanno educato me e la maggior parte della gente in questo paese ti assicuro che nessuno ti viene a parlare di omosessualità oppure – come dite voi – stile di vita alternativo. Da bambino ti insegnano che i finocchi sono strani, i finocchi sono buffi, i finocchi si vestono come la madre, che hanno paura di battersi, che sono... sono un pericolo per i bambini, e che vogliono solamente entrarti nei pantaloni. Questo riassume più o meno il pensiero generale, se vuoi proprio sapere la verità.

Via | Elementi di critica omosessuale

  • shares
  • Mail