Cinema gay: dal 19 al 25 aprile il Festival di Torino


Di nuovo a Torino, di nuovo a caccia di lungometraggi e documentari, corti e cinema del passato da rivedere e da scoprire, per la 27a edizione del Torino GLBT Film Festival. Appuntamento per la serata inaugurale giovedì 19 aprile alla sala 6 dell'Uci Cinemas Lingotto; poi la programmazione regolare al Cinema Massimo.

Madrina della manifestazione sarà Chiara Francini, attrice rivelazione dell'anno alla 68a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il Premio Biraghi. Ospite d’onore della serata di inaugurazione sarà Arisa.

L'apertura del Festival è affidata alla coproduzione belga e olandese Alle tijd (Time to Spare), di Job Gosschalk,

un’agrodolce commedia degli errori, spiritosa e sagace, che affronta il tema dei ruoli codificati e ragiona sulle nuove forme di affettività, con un finale a sorpresa commovente e pieno di aspettative.

In chiusura Let My People Go! di Mikael Buch,

commedia francese volutamente farsesca e kitsch in cui il regista gioca con gli stereotipi sul mondo gay e sul giudaismo, rifacendosi a maestri come Woody Allen e Wes Anderson.

Sullo schermo Carmen Maura, dà il volto alla madre del protagonista.

Tra questi due estremi il Festival propone tre sezioni competitive (lungometraggi, documentari, cortometraggi), sottoposte al giudizio di tre giurie internazionali. In programma circa 140 film da 35 nazioni, con gli Stati Uniti a far la parte del leone con 33 pellicole. Tra gli europei: 10 titoli dalla Germania e dal Regno Unito, 8 dalla Francia, 5 dalla Spagna e 2 dall'Islanda. L'Italia partecipa con 9 titoli (tra cui Le coccinelle di Emanuela Pirelli nel Concorso documentari e Il mondo sopra la testa di Peter Marcias nel Concorso cortometraggi). Poi 10 film dall'Estremo Oriente e 15 dall'America latina.

Tra i lungometraggi l'anteprima mondiale del cubano Verde Verde di Enrique Pineda Barnet e l’anteprima europea del film americano The Perfect Family di Anne Renton con Kathleen Turner. In competizione anche Beauty di Oliver Hermanus, che il Sudafrica ha proposto come proprio candidato nella corsa agli Oscar; oltre al vincitore del Teddy Award alla Berlinale, l'americano Keep the Lights On di Ira Sachs. Buona visione!

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