Il cardinale di Barcellona chiede rispetto per i gay


Esistono cardinali cattolici omofobi e altri amici dei gay? Oppure vista la dottrina della chiesa cattolica, l'omofobia è un elemento inscindibile dal loro magistero? Me lo domando quando leggo notizie come l'intervista dell'arcivescovo di Barcellona, cardinale Lluís Martínez Sistach che ha chiesto rispetto per i gay, che sono "persone anche loro".

Vivaddio! ci sarebbe da dire; al tempo, stesso, però un'ovvietà simile assume più significato se detta in polemica o, almeno, in uno sforzo di distinguersi dal suo collega arcivescovo di Alcalà, che in diretta tv aveva annunciato l'inferno per i gay, che

si corrompono e si prostituiscono o vanno nei club di soli uomini.

Il vescovo di Barcellona evita queste condanne sommarie eppure non può evitare di ricordare che in base al catechismo

“un'altra cosa sono i comportamenti. Secondo la nostra fede, in base ai comportamenti le persone possono essere buone o no”.

E quindi? Significa che i gay sono buoni solo finché non "fanno i gay"? Oppure che tutti, etero e gay, sono e saranno giudicati in base a come si comportano e non in base al sesso della persona che hanno accanto? Dipende dal significato che si dà alla parola "comportamenti", se si intende "atti omosessuali" oppure più in generale aderenza al messaggio evangelico. Rimane un fatto: più di così da un cardinale non si può sentire. Poi c'è il cardinal Martini.

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