È morta Miriam Mafai. Disse: “Difficile vivere in un paese che fa della caccia al diverso uno sport”

� morta Miriam Mafai. Disse: �Difficile vivere in un paese che fa della caccia al diverso uno sport diffuso�

È morta a Roma, all'età di ottantasei anni, la giornalista e saggista Miriam Mafai, la “ragazza rossa”. Con il suo lavoro Miriam Mafai “ha messo sotto una lente speciale la condizione delle donne italiane e ne ha parlato in diversi articoli e saggi”. Spesso polemica e scomoda, la Mafai è sempre stata rigorosa e laica.

Noi la ricordiamo con un editoriale che scrisse su Repubblica all'indomani dell'affossamento della legge contro l'omofobia.

Ecco una buona notizia per coloro che, in un’Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta “diversità”. Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze sessuali diverse da quanti si definiscono “normali”. Questi presunti “normali” si appostano nelle strade frequentate da gay o lesbiche, li aspettano all’uscita dei locali da loro abitualmente frequentati, li inseguono, li insultano, li picchiano, abbandonandoli poi sanguinanti per terra. Alla Camera ieri è stato affossata una legge contro l’omofobia che, prima firmataria Paola Concia del Pd, inseriva tra le aggravanti dei reati, “fatti commessi per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa”. Era una buona legge. La legge sembrava poter arrivare al traguardo. E invece no. Con un asse tra UdC e quasi tutto il centrodestra, è stata dichiarata l’incostituzionalità delle norme, seppellendo definitivamente il testo di legge. Se e mai un provvedimento contro l’omofobia rivedrà la luce, dovrà essere un disegno di legge nuovo e dovrà ricominciare l’iter dall’inizio. Tempi biblici, dunque. La fine di questa legge rappresenta, lo dicevamo all’inizio, una buona notizia, forse addirittura un incoraggiamento, per coloro che di notte vanno a caccia dei “diversi” in un paese che si va facendo sempre più incattivito, volgare e feroce. Forse la cultura della tolleranza, del rispetto degli altri, una cultura che qualcuno liquida sprezzantemente come “buonismo” è già perdente nel nostro paese. Ma sarà sempre più difficile vivere, convivere in un paese che faccia della “caccia al diverso” uno sport diffuso e vincente.

Via | River
Foto | L'Unità

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: