La scorta per Bagnasco, mai una in difesa dei gay

Dopo le minacce a morte scritte sui muri rivolte all'arcivescovo Angelo Bagnasco (si veda qui e qui), gli slogan intimidatori a lui rivolti durante la manifestazione a Brescia di sabato scorso e i fatti raccontati qui, il ministero dell'Interno ha rafforzato le misure di sicurezza per proteggere il capo della Cei.

Da pochi giorni infatti Bagnasco viaggia a bordo di una Lancia Thesis blindata con vetri e portiere antiproiettile, guidata da un poliziotto. Grande apprensione quindi per l'alto prelato. Poche righe invece sui giornali per l'ennessima aggressione ai danni di un gay, avvenuta sabato scorso a Roma, in zona Testaccio. Il ragazzo 22enne ha riportato lividi e ferite, dopo essere stato aggredito da due ragazzi a cui aveva detto che erano carini. Lo ha riferito Arcigay in quanto alcuni attivisti dell'associazione era presenti in zona e sono intervenuti in soccorso alla vittima.

Ma a noi invece chi ci difende da insulti, minacce, botte e discriminazione?

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