A destra qualcuno è a favore dei matrimoni gay


Qualcosa è cambiato, forse, nella politica italiana nei confronti dei diritti per le persone lgbt, grazie soprattutto all'iniziativa di Vanity Fair che sta dando voce ad alcuni parlamentari ed eletti che si mostrano molto più disponibili di quanto si potrebbe immaginare alle unioni civili e anche ai matrimoni gay.

In particolare è interessante osservare il sostegno ai matrimoni gay da politici di centrodestra, magari non tra quelli più influenti, ma certamente alcuni dei più noti.

Così Nunzia De Girolamo del Pdl, Benedetto Della Vedova di Futuro e Libertà, Giancarlo Galan, ex ministro di Berlusconi hanno firmato l'appello della rivista a favore dei pari diritti pe coppie etero e gay. Alcune adesioni, però, erano prevedibili, come quelle delle donne ex socialiste, fra cui Margherita Boniver, Lella Golfo e soprattutto Chiara Moroni.

È più insolito invece che si esprimano a favore dei diritti gay personaggi meno "laici" e "libertari", come Giuliano Cazzola,

ex sindacalista, esperto di welfare e docente universitario, addirittura «favorevole al matrimonio, non alle unioni civili».

Oppure Enzo Raisi,

esponente storico dell’ala «creativa» del Msi: «Uno Stato laico deve governare e dare soluzioni. In un Paese in cui il 50% dei bambini nasce da coppie di fatto, in cui il compagno di Dalla lo ricorda pubblicamente in chiesa a Bologna, continuare a ignorare il problema dei diritti o, peggio ancora, fare una distinzione tra eterosessuali e omosessuali, significa essere fuori dalla storia».

Da segnalare anche il senatore del Pdl Raffaele Lauro, cattolico praticante, vicino agli ambienti ecclesiastici.

«quello che serve è una legge, subito. Una legge che regolamenti i diritti delle coppie di fatto, anche gay, finora misconosciuti».

Seguiranno alle parole i fatti?

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