In Piemonte prove di Pd clericale

Prima o poi doveva succedere: meglio che si capitato subito, così quei pochi che ancora si illudevano sul tasso di laicità del Partito democratico sono subito serviti.

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno di adesione al Family Day, quella manifestazione organizzata per sabato 12 maggio contro la legge sui Dico firmata da Bindi e Pollastrini.

Ma come? La maggioranza in Piemonte è di centrosinistra e la presidente Bresso è laica senza tentennamenti! Ci ha pensato la Margherita locale a regalare alla destra, che aveva presentato l'ordine del giorno, i 6 voti necessari per l'approvazione. Così i Ds sono rimasti bruciati dall'alleato con cui stanno costruendo un nuovo partito; Forza Italia e Udc gongolano; e la Margherita ha punito la Bresso con cui è in polemica per questioni di alloggi (la politica degli ideali).

Ora, se il Pd fosse davvero laico, quei consiglieri dovrebbero essere sospesi o espulsi dalla Margherita perché hannos confessato la linea nazionale del partito, l'operato del loro ministro (Rosy Bindi) e offerto una vittoria politica alle destre. Ma non accadrà nulla di tutto ciò e il povero Benedino, portavoce di Gayleft, dovrà decidere se uscire una buona volta dal costruendo Pd.

Almeno c'è la presidente Bresso che prende le distanze dai fans scatenati del Family Day e rivendica la laicità delle istituzioni. Sarà lei la nostra Ségolène?

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