Il Parlamento Europeo chiede ad alcuni stati di fare maggiori sforzi in materia di diritti lgbt

Il Parlamento Europeo chiede ad alcuni stati di fare maggiori sforzi in materia di diritti lgbt

Nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha esaminato lo “stato di avanzamento” di quattro paesi che intendono entrare nell'Unione Europea: Kosovo, Montenegro, Serbia y Turchia. Il Parlamento Europeo, tra le altre cose, ha sottolineato la necessità di implementare nuovi passi in materia di diritti lgbt. Più dettagliata l'analisi sulla Serbia, forse lo stato che – insieme al Montenegro – ha più possibilità di entrare nell'Unione Europa prossimamente.

Ecco cosa ha scritto il Parlamento Europeo per ciascun paese.


  • Kosovo: il Parlamento Europeo “esprime preoccupazione per il fatto che la discriminazione rappresenti a tutt'oggi un problema grave nel paese e invita il governo ad attuare una vasta strategia anti-discriminazione in linea con le norme internazionali sui diritti umani, garantendo l'uguaglianza di tutte le persone indipendentemente dall'origine etnica, dal sesso, dall'età, dalla religione, dall'orientamento sessuale o dalla disabilità, al fine di promuovere la tolleranza, il rispetto e la comprensione degli altri, in uno sforzo teso alla sensibilizzazione ai diritti umani ai livelli centrale e locale; sottolinea la necessità di ulteriori misure ai fini di un'attuazione più efficace dei ricorsi giuridici e amministrativi per le violazioni dei diritti umani”.


  • Montenegro: il Parlamento Europeo “ accoglie con favore la recente adozione della legge antidiscriminazione, che menziona esplicitamente l'orientamento sessuale e l'identità di genere e chiede la corretta attuazione del quadro legislativo vigente in materia di antidiscriminazione; invita le autorità montenegrine a rafforzare le misure per l'attuazione quadro giuridico e istituzionale del Paese in materia di diritti delle persone LGBT; incoraggia le autorità a adottare misure finalizzate all'astensione da qualsiasi azione intimidatoria nei confronti delle organizzazioni e delle persone LGBT e a fare il possibile per prevenire attacchi alla comunità LGBT”
  • Serbia: il Parlamento Europeo “invita a intraprendere ulteriori azioni per garantire la piena attuazione del quadro legislativo su misure contro la discriminazione; esprime profonda preoccupazione per la mancanza di volontà politica nel promuovere attivamente una strategia a favore della tolleranza e del rispetto dei diritti umani fondamentali, come anche nel garantire la sicurezza dei partecipanti alla "Pride Parade" in programma per il 2 ottobre 2011, una mancanza di volontà che è stata evidente nel corso dei preparativi della manifestazione e che ha condotto al suo divieto; condanna fermamente le dichiarazioni incendiarie e discriminatorie rese a tal riguardo da alcuni politici e membri del clero ortodosso; rammenta al governo che la libertà di espressione e di associazione costituisce un diritto umano fondamentale e un valore essenziale dell'UE, cui deve attenersi ogni paese che aspiri a diventare membro dell'Unione; accoglie con favore la sentenza della Corte costituzionale del 22 dicembre 2011 su tale questione; plaude alle azioni positive intraprese dal difensore civico e dal commissario per le pari opportunità per promuovere tali valori nella società serba”. Inoltre “invita ad aprire un'indagine sulle minacce lanciate da gruppi estremisti, che sarebbero state all'origine dell'interdizione della "Pride Parade"; sottolinea l'importanza delle condanne, senza precedenti, per discriminazione nei confronti di omosessuali in Serbia, nonché della sentenza pronunciata dall'Alta Corte di Belgrado nei confronti di un leader dell'estrema destra condannato a due anni di detenzione per incitamento alla violenza durante la "Pride Parade" del 2010, ma nota la lentezza generale delle indagini relative alle violenze commesse in occasione della "Pride Parade" del 2010 e l'esiguo numero di lievi condanne finora pronunciate a tal riguardo; si compiace, tuttavia, per le azioni intraprese dall'autorità giudiziaria dirette a interdire le attività delle organizzazioni estremiste; invita le autorità statali e cittadine a partecipare con diligenza alla creazione di un clima di tolleranza, anche mediante campagne contro l'omofobia, in linea con gli standard europei”
  • Turchia: il Parlamento Europeo “esorta il governo a provvedere affinché l'uguaglianza a prescindere da genere, identità di genere, origine etnica o razziale, religione o credo, disabilità, età od orientamento sessuale sia garantita dalla legge ed effettivamente applicata, nonché rispettata dalla polizia; invita il governo turco ad allineare la propria legislazione all'acquis comunitario e ad adottare una normativa che istituisca una commissione antidiscriminazione e per la parità; rileva la necessità di ulteriori azioni contro l'omofobia e ogni altro tipo di discriminazione, molestia o violenza per motivi di orientamento sessuale e identità di genere; esprime profonda preoccupazione per le continue persecuzioni nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) basate sulla legge concernente gli illeciti e sulle disposizioni in materia di "comportamento immorale"; ribadisce il proprio appello al governo turco affinché ordini alle forze armate turche di sopprimere la classificazione dell'omosessualità come malattia "psicosessuale”

Foto | Flickr

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