In Italia vivono bene solo i gay rifugiati

Inutile negarlo: in Italia il dibattito sui diritti della comunità GLBTQ non è dei più stimolanti. Chi da tempo segue questo tipo di notizie si sarà certamente indignato per l’alleanza stretta tra le più grandi religioni monoteiste, contro il pride russo. Il rabbino di Roma, Roberto Di Segni, dalle pagine del mensile della comunità ebraica ci teneva a farci sapere che l’omosessualità maschile è inaccettabile.

Credo che il pericoloso parallelismo sia fin troppo evidente.

Per fortuna molti degli amministratori della legge italiana hanno una morale laica. Una coscienza che rispecchia ciò che dovrebbero disciplinare. Grazie a queste persone ad un ragazzo albanese, residente nella provincia di Pistoia, è stato concesso (ai sensi dell’art.1 della Convenzione di Ginevra) lo stato di rifugiato a causa del proprio orientamento omosessuale.

Il ragazzo ventenne, sarebbe stato ripetutamente minacciato di morte dai familiari.

Contento, come cittadino, per quanto accaduto a questa persona non posso non cominciare a vagliare un’utopica soluzione: per vivere bene, come persone non eterosessuali, nel nostro paese c’è bisogno solo dello status di rifugiato?!

N.B. la foto è tratta dal film “Cover Boy”

Fonte: Ansa

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