In Gambia si vuole debellare l’omosessualità come se fosse malaria

Il presidente del Gambia ha promulgato la riforma di un articolo del Codice Penale che prevede l'ergastolo per i gay

Yahya Jammeh, presidente del Gambia

Il presidente del Gambia, Yahya Jammeh, ha firmato una legge che punisce con l’ergastolo gli atti omosessuali “con aggravanti”, norma che inasprisce la persecuzione del governo del Gambia nei confronti di un orientamento sessuale che è considerata un reato in sé. Secondo quanto riferisce Human Rights Watch, la nuova legge equipara l’omosessualità all’incesto o allo stupro e qualifica gli omosessuali come “delinquenti seriali”. Yahya Jammeh ha così commentato l’approvazione della legge:

Lotteremo contro i gay nello stesso modo in cui lottiamo contro le mosche della malaria.

La modifica del Codice Penale è stata approvata ad agosto dall’Assemblea Nazionale ma solo in questi giorni è stata ratificata dal presidente. Sebbene le relazioni consensuali tra adulti dello stesso sesso siano già considerate un crimine in Gambia, questa nuova norma introduce pene ancora più severe per gli omosessuali. La definizione di “omosessualità con aggravanti” – che prevede l’ergastolo – non è ben esplicitata dalla legge, motivo per cui si lasciano le porte aperte alle varie interpretazioni, con tutti i possibili abusi che ben si possono immaginare.

La legge del Gambia viola le convenzioni internazionali in materia di diritti umani e aumenta la persecuzione del collettivo LGBT, così come è successo in Uganda con la polemica “legge antigay”, legge che poi è stata annullata dalla Corte Suprema dell’Uganda (ma solo per un vizio di forma!) e che ora sembra spunti in maniera nuova. Non dimentichiamo che lo scorso anno il presidente del Gambia, Yahya Jammeh, all’Assemblea Generale delle Naizoni Unite dichiarò che

Coloro che promuovono l’omosessualità vogliono mettere fine all’umanità: l’omosessualità sta diventando un’epidemia globale che musulmani e africani devono combattere.

Via | Ragap

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