Jason Collins si ritira: è stato il primo gay dichiarato della NBA

Il giocatore ha annunciato ufficialmente il suo ritiro

Era aprile 2013 quando Jason Collins, il giocatore di basket, decise di fare coming out e rivelare pubblicamente la sua omosessualità. Lo ha fato in un'intervista apparsa su Sport Illustrated, spiegando la propria gioia nell'aver deciso di dichiararsi gay:

"Sono felice di poter smettere di nascondermi e tornare a concentrarmi sulla mia 13ª stagione Nba. Dimostrerò che i giocatori gay non sono differenti dagli etero. L’unica etichetta che tollero nella mia vita è quella di professionista tra i professionisti. Me la sono guadagnata giocando senza timore, sacrificandomi per i compagni. Sono sempre stato un duro e sono sicuro che il fatto che proprio un giocatore come me sia gay sconvolgerà molte persone. Sono sempre stato un duro per dimostrare che essere gay non significa non poterlo essere? Non lo so, per me conta solo vincere. Il mio coming out non basterà a cancellarlo del tutto, ma parlerò personalmente con qualsiasi giocatore avrà problemi con la mia confessione. Essere gay non è una scelta. La preoccupazione più grande sembra essere il comportamento di un giocatore omosessuale in spogliatoio: nei miei 12 anni di carriera ho fatto tantissime docce e mi sono sempre comportato in maniera professionale. Tutto questo non cambierà.

Ha giustamente ribadito concetti importanti: l'omosessualità non è una scelta e il rifiuto delle etichette da parte di altre persone. A 34 anni, il giocatore ha esposto la sua vita personale alla stampa proprio per lanciare un messaggio importante alla società e all'ambiente dello sport.

Jason Collins ha firmato con i Brooklyn Nets: il primo gay dichiarato della NBA

A febbraio 2014, Collins ha fatto parte dei Brooklyn Nets e nelle scorse ore, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal mondo del basket dal sito The Players Tribune, spiegando le ragioni che l'hanno portato a questa scelta:

Mi ritiro. Penso sia ora di diventare sono un tifoso e guardare le partite dalla tribuna. E' stato il mio corpo a dirmi che era il momento: mi svegliavo la mattina e avevo la sensazione di guidare una vecchia auto, soprattutto per la schiena. E' il modo che il mio corpo ha scelto per dirmi che è ora di smettere e che Padre Tempo non si può sconfiggere

Rimarrà comunque, oltre che nei cuori dei suoi migliaia di tifosi, anche nella storia, per essere stato tra i primi giocatori a sottolineare l'importanza di evidenziare la normalità dell'essere gay. In qualsiasi mondo, settore e ambiente.

Via | Gazzetta

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