I grandi romanzi gay: La statua di sale (The city and The Pillar) di Gore Vidal

Il romanzo uscì negli Stati uniti nel 1948, la risposta dei critici fu spietata. L'amore del giovane e sportivo Jim per il suo migliore amico era un boccone troppo indigesto per l'establishment lettario di quegli anni.

Gore Vidal allora agli inizi di quella che sarebbe stata una lunga e sfolgorante carriera si trovò, dopo un inizio con il botto, di fronte a diverse porte chiuse. La casa editrice a cui aveva sottoposto La statua di sale lo consigliò infatti caldamente di non pubblicare il suo nuovo romanzo. Con molta probabilità, gli disse uno degli editor, il libro avrebbe segnato la fine della sua promettente carriera, attirandosi gli strali dei critici più importanti di tutta l'America. Nessuno l'avrebbe preso più seriamente.

Lo scrittore non si lasciò intimorire, La statua di sale (questo il primo titolo italiano ma ne seguiranno altri, da La citta perversa a Jim) venne prontamente pubblicato e gli strali dei grandi critici d'oltreoceano arrivarono, come previsto, puntualmente. Un disprezzo (ed ostracismo) che lo inseguì per vent'anni pieni. La storia di Jim Willward, un giovane di buona famiglia, che eccelle negli sport e si innamora perdutamente del suo migliore amico era troppo per l' establishment letterario di quegli anni.

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Il romanzo uscito in America per la prima volta nel 1948 venne dedicato dallo scrittore a J.T., il compagno di scuola che Gore Vidal (proprio come il protagonista di The city and the pillar) aveva amato per anni e perduto poi nella battaglia di Iwo Jima nel febbraio del '45.

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