Il Botswana riconosce un’associazione LGBT (ma continua a punire l’omosessualità)

C'è voluta una sentenza della Corte Suprema perché il Governo del Botswana riconoscesse un'associazione che lavora per i diritti umani delle persone LGBT

Bandiera del Botswana

Alla fine, una buona notizia dal continente africano: la Corte Suprema del Botswana ha stabilito che un gruppo di difesa dei diritti umani delle persone LGBT possa essere registrato legalmente come associazione, sebbene il Governo non voglia. La sentenza provoca una situazione paradossale dal momento che in Botswana le relazioni tra persone dello stesso sesso sono punite, almeno sulla carta, con sette anni di carcere.

L’organizzazione LEGABIBO (Lesbians, Gays and Bisexuals of Botswana) lavora dal 2004 all’interno della federazione di associazioni per i diritti umani e per la lotta all’HIV/AIDS che va sotto il nome di BONELA (Botswana Network on Ethics, Law and HIV/AIDS). Nel 2009 ha chiesto di essere registrata come associazione indipendente, ma il Governo ha negato il permesso. Il gruppo, allora, con l’aiuto di altre associazioni, ha presentato una richiesta alla Corte Suprema dello Stato per veder accolte le proprie istanze. Secondo il giudice Rannowane “il divieto di registrare LEGABIBO non è giustificabile secondo la Costituzione del Botswana” e la presa di posizione del Governo “ha violato la libertà di espressione, associazione e riunione dei richiedenti”. La sentenza, inoltre, afferma chiaramente che “fare campagne a favore di iniziative legislative non è un delitto. Come non è reato essere omosessuale”.

Dove si trova il Botswana

Per Caine Youngman, attivista di LEGABIBO, la sentenza è molto importante:

Abbiamo compiuto un altro passo verso l’uguaglianza che cerchiamo. Con il nostro sistema giuridico indipendente e con il rispetto dei diritti umani, il Botswana ancora una volta è leader in Africa. Questa sentenza invia un messaggio di speranza in un continente in cui la vita delle persone LGBT è sempre più difficile e in pericolo.

Il Codice Penale del Botswana punisce la “conoscenza carnale contro natura” con pene fino a sette anni di reclusione: al pari di altri paesi africani, anche in Botswana l’omosessualità rifiutata perché “antiafricana”.

Via | Dos Manzanas

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