Negare. Anche davanti l’evidenza?!

Negare l’esistenza di un problema, non serve certo alla risoluzione. Pensare che in Italia la comunità omosessuale, senza tutela giuridica (su più fronti, visti i recenti fatti di Roma), non abbia quesiti da risolvere, non aiuta di certo.

In attesa di poter essere testimoni di un cambiamento in casa nostra (come ventenne spero di esserlo), mi limito a documentare quanto di interessante sta accadendo negli ultimi tempi negli Stati Uniti, malgrado il presidente sia vicino ai cittadini tanto quanto lo è al concetto di democrazia.

La camera dei rappresentati, con 237 voti a favori e 180 contrari, ha approvato una legge grazie alla quale l’orientamento e il genere sessuale saranno considerate reali motivazioni per i crimini d’odio.

Sulla legge, partorita dopo che l’FBI ha fatto sapere che un crimine su sei è causato dall’orientamento sessuale delle vittime, la Casa Bianca ha già annunciato il veto del presidente.

Secondo George W. Bush “le legislazioni locali prevedono già pene per i crimini mossi dalle caratteristiche personali come la razza, il colore, la religione e non si vede il bisogno di rendere federale la legge”.

Personalmente George mi sento di farti sottolineare che tra le cause enunciate manca proprio quella che i legislatori vorrebbero disciplinare.

Lo sporco è inutile nasconderlo sotto lo zerbino. C’è. Non ammetterlo è peggio che cercare di porvi rimedio.

Fonte: gay.tv

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