Due donne si sono sposate legalmente a San Pietroburgo

Grazie a un escamotage, due donne si sono potute sposare legalmente a San Pietroburgo, sebbene in Russia sia vietato il matrimonio ugualitario

Irina Shumilova e Anyona Fursova, spose in Russia

Irina Shumilova e Anyona Fursova sono due donne che nei giorni scorsi si sono sposate legalmente a San Pietroburgo, in Russia. Sebbene si tratti di un matrimonio tra due persone dello stesso sesso, vietato dalla legge russa, si è potuto celebrare perché Irina, donna transessuale, figura ancora come uomo nei documenti ufficiali.

Vestite entrambe da spose e stringendo tra le mani l’immancabile bouquet, Irina e Anyona hanno formalizzato il loro matrimonio senza alcun problema. Il Codice Civile russo, infatti, descrive il matrimonio come il “consenso volontario tra un uomo e una donna”. Il che, stando ai documenti, era quello che avveniva dinanzi all’ufficiale del comune in quel momento. Dopo la cerimonia le due donne, legalmente sposate, hanno pubblicato le foto su VKontakte, la versione russa di Facebook.

L’ira degli omofobi non si è fatta certo attendere: Vitaly Milonov, uno dei più attivi antigay di tutta la Russia che sta dietro l’approvazione della legge contro la propaganda omosessuale (legge che venne approvata prima a San Pietroburgo e poi in tuta la Russia) e che vorrebbe bandire Tim Cook dalla Russia, è giunto ad accusare chi ha celebrato le nozze di “negligenza criminale” perché ha solo verificato la correttezza dei documenti senza guardare a chi aveva effettivamente davanti. Inoltre Milonov sta valutando se denunciare il comune di San Pietroburgo in modo che in futuro si eviti un altro “grave insulto a milioni di famiglie russe”.

Dal canto suo, Marina Teodori, una delle damigelle delle spose, ha sottolineato come la cerimonia nuziale sia stato “un grande passo in avanti per tutti. La maggior parte di noi desidera sposarsi formalmente, ma in Russia è ancora impossibile. Vogliamo realizzare i nostri sogni. Magari molti altri potessero avere questa opportunità!”.

Non è la prima volta che in Russia si ricorre a un escamotage simile a quello utilizzato da Irina e Anyona. Lo scorso agosto furono Alina Davis e Allison Brooks a sposarsi a Mosca. In quell’occasione entrambe le donne vennero insultate pesantemente dai funzionari dell’anagrafe che le accusarono di essere “una vergogna per le loro famiglie” e consigliarono loro di farsi curare. Ma dal momento che Alina sui documenti risultava essere un uomo non fu possibile vietare loro di sposarsi legalmente.

Via | RT
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