Il vescovo emerito di Bologna Ernesto Vecchi assurdo: gay in minoranza, la politica deve pensare ad altro

Ne siamo pochi e non meritiamo tutela: parla il vescovo di Bologna Ernesto Vecchi

Ernesto Vecchi VESCOVO BOLOGNA

Un messaggio davvero cristiano, che dire!, quello del vescovo ausiliare emerito di Bologna, Ernesto Vecchi: stando alle recenti dichiarazioni dell'uomo di chiesa, pare che la politica non debba occuparsi dei gay perché sono in minoranza; sindaci e politici, invece, devono prendere a cuore le situazioni della maggioranza, che chiede lavoro, sicurezza, pulizia. Beh, anche i disabili sono una minoranza, così come lo sono le coppie che non possono avere figli, le persone violentate, gli stessi cristiani in Medio Oriente - come fa notare Gayburg -: tutte queste sono minoranze, e quindi? Come si comporterebbe il vescovo in questo caso?

Insomma, le dichiarazioni di Ernesto Vecchi lasciano il tempo che trovano e sono squallide non solo dal punto di vista cristiano - dovrebbero esserlo, per lo meno -, ma anche da quello etico e civile, oltre che politico in senso stretto: abbiamo una Costituzione che tutela le minoranze sotto ogni aspetto, com'è giusto che sia, del resto, visto che non esiste Stato laddove non siano rispettati tutti i suoi cittadini (e infatti la nostra Italia, purtroppo, non rappresenta certo l'ideale di Stato moderno e civile).

Continuiamo a non capire perché la Chiesa si ostini a impedire soluzioni civili al problema delle coppie gay, delle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero e a tutte le altre questioni che coinvolgono la nostra comunità: cosa c'entra il Vaticano in tutto questo? Perché in Italia non si riesce proprio a scindere la vita civile da quella religiosa? Sono tutte domande retoriche, visto che la nostra storia è imbevuta di cattolicesimo, ma è davvero ora di darci un taglio: siamo in Europa, nel 2014, e ancora dobbiamo star qui a parlare dei Buonanno, dei Salvini e di tutti gli omofobi che entrano ed escono dalla comunità ecclesiastica.

Via | Gayburg

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