I cardinali Bagnasco e Poletto (ancora) contro le famiglie gay

Per il vescovo di Genova “distruggere la famiglia è disfare la società”, mentre per quello emerito di Torino sostenere i diritti gay vuol dire rovinare l'equilibrio naturale

Per il cardinal Bagnasco quella del “gender” è una dittatura

Era da un po’ che i cardinali italiani non dicevano la loro sulle unioni gay e sulle famiglie. Sovrastati dalla figura di papa Francesco che ormai catalizza gran parte dell’informazione, i vescovi italiani sembra se ne stiano buoni buoni nelle loro diocesi. Ma non è così.

Il cardinal Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha approfittato della messa di Ognissanti per lanciare strali contro le famiglia gay, pur non citandole mai direttamente. Ha affermato il porporato che la famiglia

è la cellula fondamentale dell’umanità: essa nasce da un uomo e una donna che in Gesù si giurano l’amore perenne, fedele e aperto alla vita. Essa è la palestra dove si impara a stare insieme con amore e dedizione: distruggere la famiglia è distruggere la persona e disfare la società.

Quindi ha messo in guardia da coloro che guardano le cose in modo superficiale e ragionano in base a delle ideologie:

Per renderci conto di questo, bisogna guardare le cose non in modo superficiale, ma nelle logiche profonde: gli effetti – nel bene e nel male - di solito non si vedono subito ma nel tempo. Però, se si ragione senza ideologie, si possono prevedere e quindi si devono prevenire. Non pochi – nel mondo – hanno interesse a demolire questo grembo e baluardo dell’umano allo scopo di sciogliere ogni valore, ogni punto di riferimento, e così creare incertezza e smarrimento. Il fine ultimo è quello di manipolare meglio le persone e le società per i propri interessi di potere e di economia. Si vorrebbe sdoganare ogni cosa – anche le più turpi come l’incesto di cui si sta parlando in Europa – per distogliere l’attenzione dai veri scopi di tanto libertarismo individuale: il potere, il dominio e lo sfruttamento di pochi su molti.

Così Bagnasco ha messo tutto in un unico calderone, generando confusione e paura.

La posizione del cardinal Poletto


Il cardinal Severino Poletto

Dopo di lui è intervenuto il cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito (cioè in pensione) di Torino, che, dopo la messa per i defunti celebrata al cimitero monumentale di Torino, ha inviato un chiaro messaggio al sindaco della città, Piero Fassino:

Non si vada dietro alla pazzia di certi sindaci che hanno trascritto. In Italia non si può fare e mi auguro che le leggi tengano conto di questa problematica. In questa vicenda è la visione antropologica della persona che va a farsi benedire.

E poi ha commentato quanto avvenuto a Moncalieri, dove una insegnante di religione ha affermato che dall’omosessualità si può guarire. Per Poletto

c'è una disputa se questa inclinazione dipende da un fatto genetico, culturale o choccante che la persona ha avuto nella sua infanzia o adolescenza. Credo che se uno che ha questa inclinazione voglia farsi testare psicologicamente possa avere risultati.

E quindi la sua prova scientifica (!):

Un ragazzo mi ha detto: io sono omosessuale. Perché?, gli ho risposto. Perché i miei amici mi prendono in giro. Io ci credo, anche se non lo sento. Certe situazioni si creano culturalmente: questo gay pride, questo orgoglio omosessuale, questo propagandare, questo Marino che trascrive, sembra che poi diventi un vanto. Così si rovina l'equilibrio naturale. C'è tutta una corrente culturale che se ne infischia.

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