Monsignor Luigi Negri: gravissimo che la Cassazione voglia creare la famiglia gay

Monsignor Luigi Negri: è gravissimo che la cassazione voglia creare l'inesistente figura della famiglia gayAssurda e palese contraddizione, sotto il profilo logico e giuridico. Figura insistente nella Costituzione. Equiparare le unioni gay al matrimonio va contro valori basilari che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. È mistificatorio giocare con le parole. Sono queste alcune delle espressioni che monsignor Luigi Negri (in foto) – vescovo ciellino di San Marino-Montefeltro, commissario CEI per la Dottrina della fede e presidente della fondazione internazionale Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa – usa per commentare la sentenza della Cassazione che, come vi abbiamo scritto, dice:

La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita famigliare” come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie.

Il vescovo ha rilasciato un'intervista a caldo a Oltretevere, il blog di Giacomo Galeazzi, vaticanista de La Stampa.

Innanzitutto il vescovo sostiene che la Cassazione abbia sbagliato di grosso:

È l’impostazione relativistica di chi confonde cose irriducibilmente distinte. Si unifica tutto a livello neutrale ed è gravissimo che venga creata una figura insistente nella Costituzione: la famiglia gay. L’amore di un uomo e una donna è il fondamento della vita umana, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale. Equiparare le unioni gay al matrimonio va contro valori basilari che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La famiglia è un bene troppo prezioso per esporla al rischio di pronunciamenti distruttivi e interventi legislativi contrari all’etica.

Alla domanda di Galeazzi “Una coppia gay non può avere vita familiare?”, Negri risponde:

È mistificatorio giocare con le parole. Come per il matrimonio tra omosessuali, anche per la famiglia gay si prendono i termini e si svuotano del loro significato reale. Come ribadito da Benedetto XVI, la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo con una donna non è una semplice convenzione sociale, bensì la cellula fondamentale di ogni società. Ledere la famiglia mettendola sullo stesso piano di ciò che famiglia non potrà mai essere rappresenta una pericolosa minaccia alla dignità umana e al futuro stesso dell’umanità.

E poi il prelato spiega perché la chiesa cattolica si oppone: secondo lui, infatti, questa sentenza danneggerà le nuove generazioni:

Il contesto familiare è fondamentale nel percorso educativo e per lo sviluppo stesso degli individui e degli Stati. Il papa chiede incessantemente di tutelare, attraverso la famiglia, la coesione sociale. È nella famiglia che ci si apre al mondo e alla vita. E l’apertura alla vita è segno di apertura al futuro. La sentenza della Cassazione scardina quanto di più necessario occorra alla società per non precipitare nel caos. A pagare il prezzo più alto saranno le nuove generazioni.

Il vescovo parla per sentenze: enuncia delle verità (secondo lui) a cui si deve aderire e basta, senza fornire uno straccio di prova. L'ha detto il papa, quindi dov'è il problema?

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