Vent'anni senza la divina Dalida

DaWikipedia:

Sabato 2 maggio 1987 Dalida chiama il fratello-manager Orlando che le annuncia di aver rinviato un previsto servizio fotografico a causa del freddo; la sera, la cantante dice alla cameriera che farà tardi perché ha intenzione di recarsi a teatro e le chiede di svegliarla verso le 17 del giorno successivo.

In realtà, con la macchina fa il giro dell'isolato, imbucherà una lettera per il fratello Orlando, per poi barricarsi nella sua villa della rue d'Orchamps ed ingerire un cocktail di barbiturici.È il 3 maggio 1987 che, a Montmartre, Dalida si toglie la vita, a vent'anni dal primo tentativo.

Da Tgcom:

In Francia si commemorano i 20 anni dalla scomparsa di Dalida. A partire da una grande mostra a lei dedicata all'Hotel de Ville, voluta direttamente da un suo caro amico, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe, all'epoca giovane consigliere di quartiere.

"Pardonnez-moi, la vie m’est insupportable".
"Perdonatemi, la vita mi è insopportabile".

Vent'anni fa Dalida scrisse queste parole come saluto finale a tutte le persone che l’amavano. Il giorno dell’annuncio della morte di Dalida, la Francia intera rimase sconvolta.

Favolosa, scintillante, elegantissima e baraccona al tempo stesso, Dalida era ed è tutt’oggi la più importante icona gay francese, per intenderci quello che per noi è Mina. A far innamorare di lei non furono solo le sue canzoni ma la sua tormentata vita sentimentale. Fu la compagna di Luigi Tenco e proprio lei a trovare il suo corpo in fin di vita nella tragica notte sanremese. Nella sua carriera ha cantato di tutto e di più in tutte le lingue, compreso il giapponese.