Ignazio Marino parla della trascrizione delle nozze gay

Il sindaco di Roma commenta la scelta di aver trascritto alcune nozze gay celebrate all'estero

La decisione di Ignazio Marino di trascrivere le nozze gay celebrate all'estero in una cerimonia ufficiale ha provocato la dura reazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano e il prefetto Pecoraro, determinati indefessamente a far annullare l'azione. In questi giorni, forse qualcosa si sta muovendo rispetto alla regolamentazione delle unioni civili. Il Sindaco di Roma, nel frattempo, ha rilasciato un'intervista a L'Espresso, ribadendo la sua convinzione:

Il fatto che sia stata riportata, sul piano internazionale, la notizia che una città come Roma abbia difficoltà non tanto a riconoscere le unioni civili, ma addirittura a trascrivere degli atti di matrimoni celebrati nei paesi dell’Unione europea effettivamente non è una medaglia. Né per me, né per il Parlamento italiano. Piuttosto, è un indicatore del ritardo su quelli che alcuni sapienti soloni chiamano temi non negoziabili, e che invece, dall’anno della Rivoluzione Francese, in quasi tutto il pianeta vengono chiamati diritti civili

marinocoppiegay

Marino è informato sulla situazione e spiega come il tutto sia sempre più necessario proprio per una mancanza di legge e di regolarizzazione dei rapporti. Se un amore esiste deve essere anche riconosciuto ufficialmente:

Negli ospedali, se arrivano un uomo e una donna che convivono da quarant’anni e hanno tre figli ma non sono uniti da un matrimonio, per la legge italiana sono due estranei. Se lui è in rianimazione, lei non può neanche entrare a carezzargli la mano. E sono due eterosessuali, come vuole Alfano. Per fortuna poi negli ospedali c’è elasticità, i medici tengono conto anche delle situazioni “di fatto”. Ma è tutto illegale. Illegale, capisce?

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