Il sindaco di Trento e la trascrizione delle nozze gay

Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, ha rilasciato alcune affermazioni particolari sulla trascrizione delle nozze gay

Fontana del Nettuno a Trento

Sulla questione delle trascrizioni delle nozze gay celebrate all’estero il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, scopre un po’ l’acqua calda. Il primo cittadino di Trento ha, infatti, affermato:

Ad oggi, viste le leggi italiane, la trascrizione di un matrimonio celebrato all'estero tra persone dello stesso sesso non ha alcun valore giuridico.

Nessuno ha mai detto che avessero valore giuridico, anche se all’interno del comune possono permettere l’accesso ad alcune graduatorie come ha sottolineato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. La trascrizione è più un atto simbolico che i sindaci più attenti mettono in pratica per evidenziare da un lato che tutti i cittadini e le cittadine sono uguali e dell’altro per puntare i riflettori sulla mancanza di una legge statale che regoli i matrimoni ugualitari. Dopo la circolare di Alfano è diventato anche un atto di disobbedienza civile, nella speranza che gli organi competenti intervengano per legiferare.

Secondo Alessandro Andreatta:

Si tratterebbe allora di un'iniziativa puramente simbolica, con il solo pregio di essere mediaticamente molto redditizia. Però, come abbiamo già sperimentato nel 2006 con il registro delle coppie di fatto, ai cittadini i simboli non bastano. Basti pensare che, dopo il clamore dei primi tempi, il registro delle unioni civili, legate dunque solo da un vincolo affettivo, è stato del tutto snobbato, come dimostra l'assenza di iscrizioni negli ultimi tre anni (sono state poco più di una ventina in quasi nove anni, oltre la metà nel solo 2006).

Noi consigliamo ad Andreatta di leggere un bel racconto di Dino Buzzati che narra di un uomo che ha comprato un pesciolino rosso e, per farlo sentire libero, lo mise con tutta la boccia in una grande vasca sì che potesse prima acclimatarsi e poi prendere il largo. Ma il pesce se ne stava nella sua boccia senza approfittare di tutta l’acqua. L’uomo se ne lamentò considerando il pesciolino rosso un po’ stupido. Ma il pesce, che stolto non era, gli disse:

O uomo, come sei poco intelligente, e perdona la mia sincerità. Che strana idea della libertà hai tu! Non è l’uso della libertà che importa, anzi esso è di solito una cosa insulsa e volgarissima. Quello che importa è la possibilità di usarne.

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