Le unioni civili gay non possono essere assimilate ai matrimoni, dice il sinodo dei vescovi

E così il documento finale del sinodo dei vescovi sulla famiglia dice esattamente le stesse cose che diceva Ratzinger più di dieci anni fa

La relazione finale della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” parla chiaro: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”. Lo leggiamo nel paragrafo intitolato L’attenzione pastorale verso le persone con orientamento omosessuale che si trova nelle terza parte della relazione. In due punti i padri sinodali dicono quanto segue:

Alcune famiglie vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. Al riguardo ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: «Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. «A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione».

Il virgolettato è nel testo originale ed è una citazione del documento Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali della Dottrina della fede, firmato, indovinate un po’, da Joseph Ratzinger prima che venisse eletto papa. Per la serie: la chiesa cattolica avrà eletto anche un nuovo papa, ma le cose non sono cambiate nemmeno di una virgola.

Vescovi cattolici si recano al Sinodo

Poi, al punto seguente, mettono i puntini sulle “i”:

È del tutto inaccettabile che i Pastori della Chiesa subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso.

Il problema, come è chiaro da queste parole, è nella leadership politica di un paese laico: per i vescovi è “del tutto inaccettabile” subire pressioni su questa materia e dovrebbe essere lo stesso per i governanti dei paesi. Cioè: è “del tutto inaccettabile” che i vescovi facciano pressione su uno stato laico per non far approvare i matrimoni ugualitari. Ma purtroppo sappiamo che le pressioni dei vescovi ci sono e sono forti e l’Italia ne è un esempio lampante. E per fortuna c’è chi dice che papa Francesco abbia portato una ventata di novità…

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