Unioni civili alla tedesca: pronto il progetto di Matteo Renzi?

Il piano di Matteo Renzi per le unioni civili sembra al punto di arrivo: riconosciute solo le coppie gay e le adozioni per i genitori biologici

A quanto pare, Matteo Renzi vorrebbe presentare al Consiglio dei Ministri, entro questo mese, il suo progetto di unioni civili: ha chiesto, infatti, ad Antonella Manzione, capo dell'ufficio legislativo di palazzo Chigi, di preparare il testo da proporre ai suoi collaboratori.

In cosa consisterebbe tale testo? In quello che già sappiamo da tempo: cioè le civil partnership alla tedesca, che qui su Queerblog abbiamo più volte definito “unioni civili ghetto” dal momento che creano non un istituto che rende uguali tutti i cittadini, ma una misura per la quale alcuni hanno dei diritti e altri, noi gay cioè, dobbiamo accontentarci di qualcosa. I mezzi di comunicazione affermano che i diritti degli omosessuali saranno parificati a quelli del matrimonio classico, a eccezione dell’adozione. Il che, tradotto in termini concreti, vuol dire che si tratta di due istituti diversi: come sempre, cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Una coppia gay

Si tratterà di “unioni civili alla tedesca” così chiamate perché più o meno uguali a quelle approvate in Germania dal 2001 – le Eingetragene Lebensgemeinschaft –: le coppie così unite hanno diritti “simili” a quelli che concede il matrimonio eterosessuale, ma con due differenze fondamentali di fondo: non si chiamano matrimonio e non si possono adottare bambini esterni alla coppia (varrebbe, quindi, la stepchild adoption, vale a dire uno dei due componenti della coppia potrà adottare il figlio/la figlia naturale dell’altro membro della coppia stessa). Poi, certo, si potrà sempre fare come Paola Concia che continua a dire di essere sposata con la compagna, pur sapendo che il suo non è un matrimonio.

Scrive Francesco Bei su Repubblica (giornale che – sull'edizione cartacea e su quella digitale in abbonamento – pubblica stralci della bozza di Renzi sulle unioni civili):

Dopo anni di tira-e-molla su Pacs, Dico e DiDoRe, stavolta sembra quella buona. “Ai vescovi – ha confidato il premier nei giorni scorsi – già l'ho detto. Si mettano l'anima in pace”.

A quanto sembra, comunque, i vescovi italiani (non tutti, ma molti) sono molto tranquilli sul tema, tanto che Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, in Sicilia, ha detto chiaramente che uno Stato laico non può fare scelte di tipo confessionale e la Chiesa non può interferire nella sfera delle leggi civili.

E il Nuovo Centrodestra, che tiene in scacco il governo su questi temi, che dice? Pare che sia d'accordo dal momento che nella legge di stabilità Renzi avrebbe trovato mezzo miliardo da destinare agli sgravi fiscali per aiutare le famiglie numerose.

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