Ignazio Marino annuncia che trascriverà le nozze gay celebrate all’estero

Secondo Ignazio Marino in Italia molti politici sono rimasti ancorati al passato e non sanno essere dei leader trainanti

Su SkyTg24 è andato in onda un confronto tra Ignazio Marino, sindaco di Roma, e Gaetano Quagliarello, senatore del Nuovo Centrodestra, sulla ormai famosa circolare di Angelino Alfano che vieta ai sindaci di trascrivere nei registri i matrimoni ugualitari celebrati all’estero. Il confronto è stato guidato da Maria Latella nel corso del suo programma L’intervista. Ignazio Marino ha affermato:

I sindaci hanno la sensibilità del contatto con i cittadini, e mi chiedono di riconoscere il loro stato nuovo di famiglia. Io sono sensibile a questa richiesta. Noi sindaci stiamo proponendo questo con insistenza al Parlamento e anche con una provocazione. Io non chiedo ai miei funzionari con una ordinanza di effettuare le trascrizioni: le farò io sabato prossimo ad alcune coppie che me l'hanno chieste. Spero che questo smuova un parlamento rimasto indietro, solo Italia e Grecia non hanno una legge.

Ignazio Marino al Roma Pride 2014

Secondo Gaetano Quagliarello, invece, i sindaci dovrebbe rispettare la legge e quindi le direttive di Angelino Alfano:

I sindaci più attivi sui registri delle unioni civili sono anche quelli che hanno la Tari e la Tasi più alta. Forse è un modo per non farlo sapere ai cittadini. Noi non ci chiudiamo di fronte alla prospettiva di una legge che regoli le unioni civili. Di questo argomento, io personalmente ho discusso con Scalfarotto e Faraone per arrivare a un punto che possa essere la posizione del governo. È da molti mesi che ragioniamo di queste cose. Abbiamo cercato con il Pd un unico punto di vista del governo.

Dal canto suo Ignazio Marino è ben fermo nell’idea di trascrivere i matrimoni ugualitari celebrati all’estero e, dopo la trasmissione, ha commentato su Facebook:

Sabato prossimo procederò personalmente alla trascrizione di matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso sui registri comunali. Una scelta di rispetto per le tante famiglie non riconosciute. Si arrivi presto a una legge in Parlamento.


Via | 06blog

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