Curia contro le nozze gay trascritte a Milano. E il Prefetto chiede gli atti

Dopo le parole di Alfano, ecco la situazione a Milano, tra Curia, Prefetto e nozze gay

Francesco Paolo Tronca è il Prefetto di Milano e nei giorni scorsi ha domandato al Comune del capoluogo lombardo di essere messo a conoscenza sugli atti in merito alla trascrizione delle sette nozze gay che sono state effettuate all'estero e riportate dal sindaco Giuliano Pisapia.

Questa notizia arriva a pochi giorni dal commento di Alfano che aveva tuonato proprio su questo argomento:

"Io voglio fare applicare la legge e la legge italiana non consente matrimoni tra persone dello stesso sesso. I sindaci agiscono come ufficiali di governo: se fanno qualcosa non concernente la legge ho chiesto ai prefetti di annullare le trascrizioni. Il parlamento può, se lo ritiene, cambiare la legge. Quando ci sarà una nuova legge la faremo rispettare. Intanto c'è questa"

Il bilancio del primo anno del registro delle unioni civili a Milano

Feroce l'attacco della Curia di Milano in merito alla situazione della trascrizioni dei sette matrimoni:

Anche nel Comune di Milano, come in altre città italiane, è stata autorizzata la trascrizione di unioni sancite all'estero tra persone dello stesso sesso", si legge in una nota del Servizio per la famiglia della Diocesi. "Questo avviene in contrasto con la normativa vigente in Italia, generando un conflitto istituzionale tra organismi con competenze diverse. E' auspicabile che si possa ottenere presto una legislazione adeguata in materia di famiglia, che sappia tutelare i diritti di tutti e rispettare la natura delle cose (...) ' quanto mai necessario fare in modo che non si ponga in secondo piano l'attenzione e l'impegno verso la tutela di tutti i diritti, affinché a genitori, figli e nonni non manchino la casa, il cibo, le cure, l'educazione. Impegno e tutela dovuti in modo particolare alle famiglie che generano figli e garantiscono il futuro alla nostra società"."

Il solito discorso sulla urgenza non necessaria e mai al primo posto dei diritti Lgbt (ormai rimandati e rimandati all'infinito) per tematiche sicuramente importanti ma che sembrano essere sempre più usati come alibi.

Via | Repubblica

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