Se lavori da Google puoi anche cambiare sesso (spesato)

Aumentano sempre più i segnali di apertura nei confronti dei dipendenti per tutelare la loro salute

La Silicon Valley è sempre più fonte e simbolo di come il mondo del lavoro stia cambiando -e debba cambiare. La relazione professionale tra datore di lavoro e dipendenti è da sempre una chiave fondamentale per un rapporto di fiducia e, soprattutto, per rendere le prestazioni dei singoli impiegati un punto di forza. Non è un segreto che un clima sereno e favorevole sia alla base per impegno e serietà. E negli ultimi anni, l'attenzione delle società per i propri lavoratori è sempre più alta, in quella zona. Ad esempio, secondo le stime della società Mercer, la spesa delle aziende del settore tecnologico, in ambito della salute, contano una spesa di circa 10.450 dollari a dipendente. Tanto? Basti pensare che, per altri marchi, può essere addirittura ancora più elevata.

Del resto, Joe Gracy, che collabora con Yahoo, ha una linea guida fondamentale:

doodle google sochi 2014

"Per attirare nuovi talenti è fondamentale avere una politica allettante in tema di salute e benessere”

Si parte dalla questione maternità e paternità: per una impiegata che diventa madre, ci sono sedici settimane di ferie pagate mentre per un neo papà ne sono previste otto. A questi si aggiungono anche trattamenti di fertilità e sono inclusi anche interventi per il cambio di genere. In quest'ultimo caso, l'investimento può raggiungere anche cifre che toccano i 150 mila dollari a persona e che comprendono un intervento chirurgico, iniezioni ormonali e cure farmacologiche, successive e precedenti all'operazione principale.

La prima società ad occuparsi -e preoccuparsi- anche della transizione di genere è stata Google, seguita poi da altri diciassette marchi, ad oggi. Perché, come confermato in primis dalle stesse società, per un lavoratore la condizione principale è

il diritto alla felicità.

E pensare che noi festeggiamo ancora per il congedo matrimoniale di una coppia gay a Palermo...

Via | Corriere

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