Il cardinal Erdo parla anche di omosessualità al Sinodo dei Vescovi

Sono iniziati i lavori del sinodo dei vescovi sulla famiglia e il relatore generale ha subito messo i puntini sulle “i” per quel che riguarda l'omosessualità

È iniziato il sinodo dei vescovi sul tema Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione e nella relazione introduttiva il cardinale Péter Erd?, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, relatore generale del sinodo, ha sintetizzato un po’ i vari punti dell’Instrumentum Laboris. Tra i vari argomenti trattati c’è anche l’omosessualità, che il porporato ha affrontato nel primo paragrafo (La sfida educativa della famiglia: scuola di umanità, socialità, ecclesialità e santità) della seconda parte (Il Vangelo della famiglia e la pastorale familiare). Ha affermato il cardinale:

Dall’Instrumentum Laboris emergono due aspetti chiari riguardo l’omosessualità. Prima di tutto, un ampio consenso riguardo al fatto che persone di tendenza omosessuale non devono essere discriminate, come ribadisce anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2357-2359). In secondo luogo emerge con altrettanta chiarezza che da parte della maggioranza dei battezzati – e della totalità delle conferenze episcopali - non è attesa una equiparazione di questi rapporti con il matrimonio tra uomo e donna. Neppure le forme ideologiche delle teorie del gender trovano consenso presso la stragrande maggioranza dei cattolici.

Il cardinal Peter Erdo

Quindi niente discriminazione nei confronti delle persone omosessuali ma neppure un’apertura verso l’unione tra persone dello stesso sesso, anzi si specifica che non ci deve essere equiparazione con il matrimonio che è solo tra uomo e donna. Per Péter Erd? comunque sono molti i cattolici che vogliono superare la situazione attuale:

Molti vogliono, invece, superare i tradizionali ruoli sociali, condizionati culturalmente, e la discriminazione delle donne, che continua a essere presente, senza con questo negare la differenza naturale e creaturale tra i sessi e la loro reciprocità e complementarietà.

Ma è anche inflessibile il cardinale nel sostenere che la linea della chiesa cattolica è chiara e questo Sinodo potrà approfondire, sì, ma non distorcere tutto:

Esiste un patrimonio di fede chiaro e ampiamente condiviso, dal quale l’Assemblea Sinodale può partire, di cui si dovrebbero rendere più universalmente consapevoli i fedeli attraverso una più profonda catechesi sul matrimonio e la famiglia. Sulla base di questa fondamentale convinzione è possibile una riflessione comune sui compiti missionari delle famiglie cristiane e sulle questioni della giusta risposta pastorale alle situazioni difficili.

La soluzione? “Una nuova cultura della famiglia può essere il punto di partenza per una rinnovata civiltà umana”: naturalmente famiglia tradizionale.

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