Nessuno tocchi Bagnasco

Un plico con una pallottola e una foto di monsignor Bagnasco con sopra una svastica sono stati recapitati all'Arcivescovado di Genova, sede pastorale del presidente della Cei, il generale monsignor Angelo Bagnasco.

Ora, è vero che "chi semina vento raccoglie tempesta" e che la logica conseguenza dell'impegno diretto in politica da parte della Cei sia la possibilità di diventare bersaglio di estremisti dissennati; purtuttavia, chiunque abbia inviato quella roba a Bagnasco - chiunque - non fa altro che il gioco della Cei. I clericali italiani si possono atteggiare a vittime, ribadire i loro attacchi allo stato laico e ai diritti delle persone e farsi scudo di una pallottola spuntata.

Già i giornali parlano di "scritte insultanti e minacciose" (veramente sui muri io ho letto "Bagnsasco vergogna", nulla di più) e non si contano le espressioni di solidarietà a Bagnasco e all'associazione dei vescovi italiani.

Dunque, tutti coloro che avversano la politica scellerata della Cei non possono che dolersi di questi attacchi insulsi (scritte, pallottole, minacce), respingere i tentativi anti-democratici, esprimere solidarietà all'avversario politico Bagnasco e combattere le gerarchie con armi migliori.
Per esempio con la dichiarazione dei redditi, firmando per dare l'8 per mille alla chiesa valdese e non alla chiesa cattolica.

State certe che colpirli al borsellino è molto più efficace di ogni altro attacco.

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