L’ossessione del Vaticano per la famiglia tradizionale

Domenica 5 ottobre inizierà in Vaticano la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia

Prepariamoci a giornate intere in cui i mass media, sempre ben disposti verso il Vaticano, ci mostreranno in tutte le salse la famiglia tradizionale, quella composta da mamma, papà e uno o più figli. Inizierà infatti domenica prossima il Sinodo dei Vescovi che, in Vaticano, discuteranno sulla famiglia.

E che sia un corso una vera e propria battaglia mediatica su questo tema lo conferma anche l’annuncio del tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2015 che è: Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore. Naturalmente, nel puro stile vaticanese, non si parla mai apertamente delle altre famiglie ma si pongono domande retoriche che fanno pensare a chi ascolta che, in fin dei conti, la famiglia è così buona e bella che chi la mette in dubbio sbaglia. Come se noi mettessimo in dubbio la famiglia tradizionale: solo diciamo che non è l’unica forma di famiglia. Ma questo non si deve nemmeno pensare, stando a Oltretevere.

Papa Francesco incontra alcune famiglie

Leggete un po’ cosa c’è scritto nella nota del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali che annuncia la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2015:

Come dire allora oggi, all’uomo ferito e deluso, che l’amore fra un uomo e una donna è una cosa molto buona? Come far sperimentare ai figli che sono il dono più prezioso? Come riscaldare il cuore della società ferita e provata per le tante delusioni d’amore e dir loro: forza, ricominciamo? Come raccontare che la famiglia è il primo e significativo ambiente in cui si sperimenta la bellezza della vita, la gioia dell’amore, la gratuità del dono, la consolazione del perdono offerto e ricevuto, e dove si inizia ad incontrare l’altro.

E ancora

La Chiesa oggi deve nuovamente imparare a raccontare quanto la famiglia sia un dono grande, buono e bello. È chiamata a trovare il modo per dire che la gratuità dell’amore, che si offrono gli sposi, avvicina tutti gli uomini a Dio ed è compito esaltante. Perché? Perché porta a guardare la realtà vera dell’uomo e apre le porte al futuro, alla vita.

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