Maria Antonietta e le "Memoirs of Antonina"

Maria Antonietta

Molti furono i libelli scritti contro Maria Antonietta, sia prima che durante la rivoluzione. Uno dei più letti fu il celebre Memoirs of Antonina, pubblicato a Londra negli anni in cui, al di là della Manica, infuriava la rivolta. I nomi dei veri protagonisti di questa storia di "torbidi" amori saffici sono tutti scritti al contrario, ma si tratta in realtà di un piccolo stratagemma che anche un bambino con pochi rudimenti di lettura potrebbe risolvere brillantemente. Nei due volumi, la regina di Francia viene dipinta come una gran dissoluta, tutta dedita ai piaceri della carne, instancabile nel passare da un letto all’altro, nel trastullarsi sia con uomini che con donne. Anzi, continua il libello, la sua passione più vera è per le persone del suo stesso sesso. Per le belle donne.

La storia va ovviamente tarata e filtrata. Rivista e corretta mille volte. Maria Antonietta, oggi sappiamo, non fu quel monumento di perfidia e dissolutezza che la rabbia delle folle prima e la tradizione popolare poi, ci hanno tramandato (un destino simile lo ebbe un’altra grande bistrattata della storia: Lucrezia Borgia). Biografi acuti ed attenti come Stefan Zweig, ci hanno finalmente restituito l’immagine di una donna che alla fine della sua breve esistenza seppe riscattarsi. Uscire dalla frivola mediocrità che per anni l’aveva come imprigionata. Vero è che Maria Antonietta fu nel corso della sua vita molto sensibile alla bellezza femminile. Il trasporto emotivo che ebbe per le sue due favorite, la principessa di Lamballe (nata Savoia Carignano) e la duchessa di Polignac, fu ogni volta molto simile al rapimento di un’innamorata. Amicizie calde ed affettuose che in più di una occasione riuscirono ad accelerare i battiti del cuore dell'affascinante sovrana.

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