Francesca Vecchioni risponde alla Lorenzin dopo essersi sentita offesa dalle sue parole in tv

La donna si è sentita comprensibilmente colpita dalle parole del Ministro

Le parole del Ministro Lorenzin a Porta a Porta non sono state propense a genitori gay:

la letteratura psichiatrica, da Freud in poi, riconosce la necessità per un bambino di avere una figura materna e paterna.

Pochi giorni dopo è arrivata la smentita alle sue dichiarazioni:

"Da tempo la letteratura scientifica e le ricerche in quest'ambito sono concordi nell'affermare che il sano ed armonioso sviluppo dei bambini e delle bambine, all'interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso. La valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all'orientamento sessuale e affettivo"

vecchioni

Sull'argomento è stata intervistata anche Francesca Vecchioni, madre insieme alla (ex) compagna Alessandra, di due bimbe. E certe argomentazioni in televisione non sono state digerite:

"Se un ministro parla in un programma tv così seguito deve ricordarsi che ad ascoltarla sono anche vittime e autori di discriminazioni omofobiche: non è ammissibile che i bulli si sentano sostenuti da opinioni "autorevoli". E dice una falsità: per Vittorio Lingiardi, ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza di Roma e Roberto Cubelli, presidente dell'Associazione italiana di psicologia, le sue parole sono "infondate e foriere di pregiudizi, perché disconoscono quanto appurato dalla ricerca scientifica internazionale degli ultimi quarant'anni: i bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali". Un ministro non può fare disinformazione"

E proprio in merito ai diritti mancanti nel nostro Paese e alla necessità di mettere urgentemente mano alla leggi, Francesca è realista:

"In Italia si fanno le leggi ad personam ma non per tutelare i figli delle coppie gay, che sono tantissimi e continueranno ad esserci, con o senza leggi. Ma il diritto, e questo lo ha detto su questo giornale anche Stefano Rodotà, non può restare statico, ma deve accompagnare la società nelle sue trasformazioni".

Via | Repubblica

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