I film vincitori della VIII edizione di Some Prefer Cake

Il festival conferma il successo della scorsa edizione con oltre seimila presenze nelle cinque giornate di programmazione.

Il festival internazionale di cinema lesbico Some Prefer Cake si è concluso ieri, domenica 21 settembre, al Nuovo Cinema Nosadella di Bologna, con la proclamazione dei film vincitori del Premio della Giuria e del Premio del Pubblico. Hanno vinto il film statunitense Foxy Merkins, il documentario francese Violette Leduc, la chasse à l’amour e il corto brasiliano O Olho e o Zarolho. Vediamo nel dettaglio le motivazioni.

La giuria della sezione lungometraggi composta da Lucia Jorini, Milena Cannavacciuolo e Veronica Noseda ha assegnato il premio come miglior lungometraggio narrativo allo statunitense Foxy Merkins di Madeleine Olnek

per l’originalità e l’ironia, uno sguardo surreale e mai moralista sulla sessualità nelle sue molteplici sfaccettature. Uno dei meriti della pellicola è la scelta di usare un corpo non conforme ai canoni estetici mainstream per mettere in luce i rapporti attuali tra sesso e denaro nella società americana, con particolare attenzione alle dinamiche di classe.

Some Prefer Cake 2014 - Premiazione

La giuria della sezione documentari, composta da Enza Negroni, Linda Chiaramonte e Sara De Giovanni ha attribuito il premio come miglior documentario alla biopic Violette Leduc, la chasse à l’amour di Esther Hoffenberg,

per la passione e la grande maestria della regista che ha saputo riportare sulle scene la vita e gli scritti di un’importante autrice del ‘900 francese facendola conoscere a un pubblico più giovane.

Menzione speciale a Thokozani Football Club: Team Spirit “per il valore e l’impegno politico e sociale dimostrato dalla regista Thembela Dick che ha raccontato la storia della squadra sudafricana di calcio femminile in un paese in cui esporsi e dichiararsi lesbica è molto rischioso”.

La giuria della sezione cortometraggi, composta da Elisa Delogu, Paola Gabrielli e Rita Felicetti, ha conferito il premio come miglior cortometraggio al brasiliano O Olho e o Zarolho di Renè Guerra e Juliana Vicente,

perché con tanta delicatezza affronta un tema molto umano: il dubbio, e lo fa attraverso lo sguardo innocente e senza pregiudizi di un bambino.

Anche qui una menzione speciale, che va a un corto di animazione lo spagnolo Orbitas di Jaime Maestro “che porta il tema dell’amore oltre ogni limite (quello terreno e quello della guerra)”.

Per quanto riguarda il premio del pubblico, la votazione più alta per la categoria dei lungometraggi di finzione è stata ottenuta da Reaching for the moon di Bruno Barreto, presentato in anteprima nazionale al festival, per i documentari Alice Walker: Beauty In Truth di Pratibha Parmar e per i cortometraggi Orbitas di Jaime Maestro.

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