Trascrizione dei matrimoni gay a Milano: da quattro mesi Pisapia tace

Alcune coppie gay di Milano sposate all'estero non ci stanno più al silenzio dell'amministrazione comunale e chiedono formalmente la trascrizione del loro matrimonio

Questa mattina Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford ha accompagnato dodici coppie di persone dello stesso sesso presso negli Uffici dello Stato civile del Comune di Milano per chiedere la trascrizione del loro certificato di matrimonio estero e cercare di smuovere un po’ le acque stagnanti Da mesi, infatti, si attente una risposta da parte del comune, ma tutto sembra tacere. Racconta una delle coppie:

I contatti con noi e Rete Lenford sono stati avviati da Casa dei diritti e dall'assessore Majorino ad aprile e sembrava fosse stata finalmente presa la decisione di seguire l'esempio di Bologna, ma solo pochi giorni fa, dopo un silenzio durato quasi due mesi, l'Assessore ha fatto una vistosa retromarcia, riferendo di non essere in grado di esplicitare l'orientamento dell'Amministrazione. A quanto pare sarebbero sorti contrasti all'interno della Giunta, A questo punto, però, chiediamo al Sindaco Pisapia un'assunzione di responsabilità, perché spetta solo a lui decidere su questa materia.

Milano non sarà più gemellata con San Pietroburgo

Le dodici coppie hanno inviato al sindaco Giuliano Pisapia una lettera-appello in cui, tra l’altro, leggiamo:

Quattro mesi. Di mezze frasi e silenzi pieni, passi in avanti e una più veloce retromarcia. Quattro mesi di ipocrisie, di persone tenute sospese senza fornire spiegazioni, la cui dignità, già ampiamente compromessa da un Paese omofobo in cui vige una netta discriminazione in base all'orientamento sessuale, merita evidentemente di essere ignorata. Quattro mesi di rappresentanti delle istituzioni che promettono e non mantengono, che parlano di nuovi diritti ma sono i primi, pur potendo agire con un'azione forse imperfetta ma rispettosa della legge e dall'enorme significato politico, a decidere di rimanere fermi tradendo quegli ideali così tante volte espressi sui palchi da comizio.

E poi continua la lettera, in cui è possibile leggere in trasparenza la situazione di tutta l’Italia, non solo di Milano:

[Rappresentanti delle istituzioni] Che si pretendono diversi da chi c'era prima ma che in quanto a diritti sembrano solo il rovescio di una stessa medaglia. Che se la coerenza con le proprie convinzioni etiche e politiche non fosse solo un'opinione da tirar fuori in campagna elettorale, dovrebbero scusarsi pubblicamente, se non fare un passo indietro e lasciare spazio a chi cerca l'armonia tra parola e azione.

Cosa si aspettano le dodici coppie da questa lettera? “Una risposta formale, che non sia un nascondersi dietro a un «vorrei ma non posso» dettato da interventi prefettizi, veti politici o procedimenti giudiziari. Si può, e tanti altri sindaci l’hanno dimostrato. Coraggiosamente.

Ricordiamo, nel frattempo, che i Comuni che procederanno con le trascrizioni sono Fano, Napoli, Bologna, Empoli, Reggio Emilia, Sesto Fiorentino mentre si sono già dichiarati favorevoli le amministrazioni di Roma, Livorno e Cagliari.

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