Some Prefer Cake chiude i battenti, fra arte e attivismo politico

Ultima giornata di Some Prefer Cake, con undici proiezioni e il verdetto della giuria di qualità

La giornata odierna di Some Prefer Cake, festival internazionale del cinema lesbico di Bologna, inizia con l'italiano Le pietre e l'amore della regista torinese Milli Toja, film che mescola il fantasy al musical per creare una commedia divertente. Alle 14.00 dopo il corto messicano La tirincia o còmo curar la tristeza e la pellicola sperimentale francese [Double Bind #3], verrà proiettata la biopic Altar. Cruzando Fronteras, Building Bridges, viaggio visivo attorno alla figura di Gloria Anzaldúa (1942-2004), la scrittrice chicana che ha trasformato in parole il confine fra Messico e Stati Uniti creando vivide immagini di meticciato culturale. Un documentario curato della studiosa Paola Zaccaria, che riesce a cogliere l'essenza della terra smembrata dei confini, della memoria appassionata del femminismo chicano, generando una bio-mito-geo-grafia commossa, omaggio a una grande attivista.

A seguire due corti, entrambi in prima italiana: Milk and Vodka e Ojos que no ven che anticipano la proiezione dell'altra importante biopic in programma per la giornata The Worlds of Bernice Bing, omaggio alla pittrice visionaria cino-americana Bernice Bing. Nota soprattutto per il suo impegno sociale e in particolare per il contributo alla creazione dello spazio interculturale del South of Market Cultural Center, la Bing fu anche un pilastro fondamentale nella cultura Beat degli anni'70.

Dalla pittura alla musica, alle 18.00 il ritmo fra cumbia e punk del noto gruppo femminile argentino Kumbia Queers verrà raccontato in Kumbia Queer: more louder bitte! ritratto collettivo delle sei musiciste che con i loro testi e la loro attività musicale mescolano impegno politico e divertimento.

Alle 20.30 è in programma il verdetto della giuria di qualità con l'annuncio dei film vincitori di questa ottava edizione di Some Prefer Cake a cui segue la proiezione dell'intenso film canadese Broken Gardenias. Alle 22.30 dopo l'attesa premiazione da parte della giuria del pubblico chiude il festival il lungometraggio narrativo Lengua Materna, della regista argentina Liliana Paolinelli.

Lengua Materna di Liliana Paolinelli

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