Omaggio a Greta Garbo nell'anniversario della nascita

Un mito quello di Greta Garbo che nella storia di Hollywood non conosce rivali. Una leggenda alimentata negli anni dal desiderio di riservatezza della grande attrice che, nel 1941, si ritirò definitivamente dalle scene.

La leggenda di Greta Garbo non ha avuto uguali nella storia mossa ed articolata del cinema. Un firmamento capriccioso dove stelle di diversa grandezza hanno brillato a volte anche per una sola, brevissima stagione. Una fugacità che non ha mai toccato l'attrice svedese, la cui misteriosa bellezza è parte ormai dell'immaginario collettivo. Nata poverissima, la Garbo arrivò a Hollywood negli anni venti, dove rapidamente si impose come l'indiscussa regina del botteghino.

I suoi ruoli da Anna Christie a Mata Hari, da Margherita Gauthier a Ninotchka conquistarono immancabilmente sia critica che pubblico. Tuttavia l'attrice, si sa, non amava Hollywood, detestava la sua popolarità e nel fondo del cuore desiderava forse una vita più modesta, lontana dalle luci accecanti della mecca del cinema da cui non poteva in alcun modo fuggire.

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Ritiratasi dal cinema dopo l'insuccesso (non di pubblico ma di critica) di Non tradirmi con me del 1941, la Garbo cercò di farsi dimenticare, di custodire vanamente i segreti dei suoi amori (citiamo l'attore John Gilbert e la poetessa Mercedes de Acosta), ma il suo mito la inseguì, volente o nolente, fino alla fine dei suoi giorni. Perseguitata quotidianamente da paparazzi e giornalisti che ne volevano immortalare, ahimè piuttosto malevolmente, l'inesorabile decadimento, la diva venne fotografata solo pochi mesi di morire, nascosta, per l' ennesima volta, da grandi occhiali da sole. Il suo ultimo, piccolo baluardo contro l' intollerabile invadenza del mondo.

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