Stop in NJ, via libera nel Maryland ai matrimoni gay


Lo stop momentaneo in New Jersey, dove il governatore Christie ha posto il veto alla legge approvata dalle Camere, non interrompe la marcia degli Stati Usa verso la legalizzazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso: un nuovo Sì è arrivato dalla Camera del Maryland, dove la legge sulle nozze gay era stata proposta proprio dal governatore democratico Martin O'Malley.

Dato per tranquillo il via libera del Senato, stavolta non si corre il rischio di un veto del governatore; ma gli oppositori dell'uguagliaza matrimoniale già si preparano a organizzare un referendum a novembre per far decidere agli elettori prima che la legge entri in vigore, il 1° gennaio del 2013 come stabilisce il testo appena approvato.

Anche se il Maryland è un paese nettamente democratico, è forte qui la componente democratica conservatrice e quella legata alla religione, infatti l'anno scorso una proposta analoga venne bocciata proprio alla Camera. Questa volta, invece, alcuni accorgimenti hanno consentito di ottenere un 72 a 67 grazie a due deputati repubblicani, tre democratici conservatori e due afroamericani, eletti in aree a forte maggioranza di fedeli.

La legge è stata approvata perché prevede un'esenzione (ovvia, secondo me) per tutti i ministri religiosi che potranno rifiutarsi di celebrare i matrimoni che non condividono: in questo modo anche chi ha una forte fede religiosa si sente meno minacciato dalla novità. In ogni caso, il problema può essere un eventuale referendum che sottoporrebbe una volta di più i diritti di una minoranza al volere della maggioranza. Nei sondaggi il 50% dei cittadini risulta favorevole ai matrimoni gay, ma oltre il 40% si oppone.

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