L'assassino del 18enne gay brasiliano è il 21enne Andrie Maycon Ferreira Da Silva

Si chiama Andrie Maycon Ferreira Da Silva e ha ucciso il 18enne brasiliano che la comunità LGBT piange ancora

Andrie Maycon Ferreira Da Silva

Emergono nuove informazioni dalle indagini e dagli interrogatori della polizia all'assassino del 18enne gay brasiliano che ha indignato non solo la comunità LGBT ma anche alcuni volti noti della nostra cultura e arte - Laura Pausini, per esempio, ha usato parole di fuoco contro gli omofobi, e invitato tutti i gay a non demordere e a vivere alla luce del sole -: il bel viso di João Antônio Donati è stato deturpato dalle mani di un assassino che porta il nome di Andrie Maycon Ferreira Da Silva, agricoltore che prima sapevamo fosse adulto e che, invece, scopriamo essere poco più che ventenne.

Il mostro ha venti anni: ha dichiarato di non aver mai premeditato l'assassinio ma di aver pensato prima a torturarlo e poi a stuprarlo. Nessuna omofobia, insomma, se non quella che dipende dalla repressione dei propri istinti e sentimenti e che porta - com'è successo in questo caso - all'eliminazione della persona che fa venir fuori la propria vera natura.

"Non volevo ucciderlo - queste, le sue parole - ma si è ribellato così ho pensato di soffocarlo".

Non sono per i mostri da sbattere in prima pagina - ho sempre odiato certi sistemi -, ma questo ragazzo non può che essere chiamato così. E più di lui, tutti coloro che in un modo o nell'altro hanno contribuito a fargli morire dentro la voglia di vivere la propria vita e lo hanno spinto a inventarsi un'esistenza che non gli appartiene. Non bisogna avere pietà non tanto per gli omofobi - in fondo, la loro è una malattia -, quanto per chi è attorno a loro: per la chiesa che fomenta l'odio nei confronti degli omosessuali; per la politica che non è in grado di tutelare le minoranze; per la famiglia che non è in grado di crescere i propri figli.

Non è morto solo il tenero João Antônio Donati: oggi inizia a morire lentamente anche Andrie Maycon Ferreira Da Silva, senz'altro bruciato, ustionato, deturpato da un terribile senso di colpa.

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